Settecamini, nuovo centro di accoglienza a Largo Davanzati? Cittadini in rivolta

La struttura sarebbe destinata al protocollo Sprar, per la prima accoglienza degli immigrati provenienti da Lampedusa. Ancora da chiarire i dettagli della notizia, ma intanto il quartiere si prepara alla protesta

Settecamini in rivolta contro il nuovo centro di accoglienza che dovrebbe aprire a breve in Largo Chiaro Davanzati. Il condizionale è d'obbligo perché la notizia si è diffusa a macchia d'olio nei giorni scorsi, ma, a quanto emerso, nessuno sul territorio, municipio compreso, sarebbe stato consultato. E infatti nessuno ad oggi conosce i dettagli dell'operazione. 

La struttura, da poco messa a nuovo dopo anni di abbandono, sarebbe destinata con autorizzazione del Comune al protocollo Sprar, per la prima accoglienza degli immigrati provenienti da Lampedusa, progetto coordinato direttamente dal ministero dell'Interno, con fondi europei. I residenti però non ci stanno e, ufficiale o no, si preparano alla lotta. Non vogliono accogliere nessuno, "non per razzismo", come in molti tengono a sottolineare, ma perché si considerano i primi ad avere bisogno di accoglienza. E lo hanno gridato subito, non appena la voce del nuovo centro è rimbalzata di bocca in bocca, presidi, riunioni, manifestazioni spontanee concentrate in pochi giorni. 

"Viviamo in un quartiere dove non c'è niente, senza i servizi minimi, e già in lotta contro il degrado" commenta una residente durante un'assemblea pubblica che si è svolta venerdì in Largo Davanzati. "Abbiamo chiesto più volte di fare una scuola in questa struttura, e invece ci hanno fatto questo centro senza alcuna consultazione con i cittadini". 

E ancora si legge su un volantino diffuso tra gli abitanti: "Vogliamo esprimere il nostro dissenso per una politica che non informa il cittadino su cosa succederà, e che anzi fa le cose di nascosto. Non c'è nessun movimento politico dietro, siamo dei semplici cittadini che non credono sia possibile aggravare una situazione difficile come quella di Settecamini con un centro di accoglienza". Perché di questioni, come dire, delicate ce non sono già abbastanza: "Il campo nomadi di via di Salone, lavori interminabili e occupazioni varie su via Tiburtina, linee autobus inefficienti, scuole inagibili". 

Una guerra tra poveri quella ingaggiata dai cittadini di Settecamini, che per scongiurare l'arrivo dei profughi si stanno incontrando quotidianamente, la sera, davanti alla struttura. Assemblee pubbliche e discussioni animate per capire il da farsi. Si pensa a una manifestazione davanti al Campidoglio per il 9 aprile. Intanto la polemica monta anche dall'opposizione. 

IL CASO IN AULA - Così il capogruppo FdI, Fabrizio Ghera: “Riteniamo del tutto inopportuno e pericoloso per la sicurezza del quartiere aprire un centro accoglienza per immigrati in una zona già in grandissime difficoltà. Come Fdi ci opporremo quindi alla scelta scellerata di Marino che vuole ospitare nell'edificio oltre 200 rifugiati politici". Alle dichiarazioni è seguita un'interrogazione di questa mattina.

Si chiede al sindaco e assessori competenti "se non ritengano indispensabile revocare l’autorizzazione all’apertura del centro accoglienza al fine di non peggiorare una situazione già precaria e difficile ma, al contrario, provvedere a ripristinare una condizione di legalità, di igiene e decoro che garantiscano sicurezza e vivibilità per i cittadini del quartiere”. 

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