Cronaca Centocelle / Piazza delle Camelie

Centocelle si unisce a Gaza

Ieri a Roma Est corteo in favore del popolo palestinese. Molti i manifestanti italiani e arabi. Tra questi anche Ben Mohamed Mohamed, presidente dell’A.C.I.I. e responsabile della moschea di centocelle

Mentre dal Cairo arriva la notizia (ancora ufficiosa nel momento in cui scrivo ndr) che Hamas avrebbe accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, a Roma si è appena conclusa un’altra delle manifestazioni di solidarietà in favore del popolo palestinese che in questi giorni hanno avuto, e avranno (sabato è prevista la manifestazione nazionale ndr), come teatro le strade della capitale.

Il corteo che nel tardo pomeriggio è partito da Piazza delle Camelie, a Centocelle, per arrivare fino a Largo Agosta, è stato organizzato da una ventina tra comitati, associazioni e centri sociali di quartiere, e ha visto la partecipazione di molte persone comuni, individualmente o in piccoli gruppi, arabi o italiani, ma tutti intimamente palestinesi sotto la leggera pioggia che ha accompagnato la manifestazione.

I manifestanti hanno intonato slogan in italiano e in arabo, quello che, ci spiega una delle giovani dimostranti, “non è solo un’emergenza umanitaria, ma soprattutto un’ingiustizia disumana. Non c’è pace senza giustizia”. Hanno cantato anche i bambini, star involontarie dello scempio drammatico che si sta consumando a Gaza.

In capo al corteo, tra gli altri, c’è Ben Mohamed Mohamed, presidente della Associazione Culturale Islamica in Italia e responsabile della moschea Al Huda di Centocelle. Gli chiediamo un giudizio sulla situazione attuale a Gaza e lui ci risponde senza mezzi termini che “la situazione è chiara, ma la comunità internazionale è ostinatamente miope ed appoggia uno Stato assassino che ancora una volta dimostra la volontà di uccidere, supportato dall’appoggio politico degli USA e incurante dello sdegno dell’opinione pubblica”.

La folla, gli slogan scanditi al microfono e il corteo che incalza non consentono un contraddittorio adeguato. Abbiamo giusto il tempo di chiedere al Presidente Mohamed un commento sulla notizia trapelata circa il raggiungimento del cessate il fuoco.  Lui invoca il rispetto delle direttive ONU e sottolinea che “il cessate il fuoco è prioritario, bisogna mettere fine a questo massacro. Le discussioni possono attendere”.

Fa una breve pausa e poi aggiunge quella che probabilmente è una delle chiavi di lettura imprescindibili per tentare di comprendere le ragioni e gli estremismi, la disperazione e l’orgoglio di un popolo che vive della propria miseria e quotidianamente muore della propria speranza: “Il popolo palestinese non accetterà una proposta di cessate il fuoco che non sia giusta e continuerà a tutelare i propri diritti anche di fronte alla morte.Non si tratta solo di Hamas, ma di tutti i palestinesi”
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