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Cronaca

Caso Omerovic, poliziotti di Primavalle sostituiti: le spiegazioni del ministero dell'Interno

Nicola Molteni, sottosegretario del ministero dell'Interno, ha risposto ad una interrogazione fatta dall'onorevole Riccardo Magi. L'associazione 21 Luglio: " C'è rischio di allontanare il conseguimento di una verità piena"

Il ministero dell'Interno è intervenuto sul caso di Hasib Omerovic, il disabile di 36 anni precipitato dalla finestra di un appartamento nel corso di un intervento della polizia di Stato, nelle case popolari di via Girolamo Aleandro, a Primavalle. Una vicenda che ancora lascia tanti interrogativi aperti. Al momento 4 poliziotti risultano iscritti nel registro delle notizie di reato. Sono indagati. 

Sulla questione il deputato Riccardo Magi aveva presentato una interrogazione chiedendo se "sia stata disposta un’indagine interna e a quali risultati abbia condotto e se in relazione alla gravità delle ipotesi di reato e agli atti illegittimi emersi dagli accertamenti, siano stati assunti dei provvedimenti cautelari nei confronti degli indagati".

Lo scorso 17 settembre il dipartimento di pubblica sicurezza aveva disposto la sostituzione del dirigente e del vice dirigente del commissariato di Primvalle, una misura riorganizzativa che sarebbe stata presa anche "al fine di ristabilire un clima adeguato al suo interno". Oggi, dopo 4 mesi dal fatto di cronaca, è stata resa pubbica la versione del ministero dell'interno con l'onorevole Nicola Molteni, sottosegretario dell'Interno, che in Parlamento ha risposto all'interrogazione di Magi. 

Tutto quello che non torna sul caso di Hasib Omerovic

"Attualmente il signor Omerovic risulta essere ancora ricoverato presso il reparto di neuroriabilitazione ad alta intensità del policlinico Gemelli di Roma in una condizione di minima coscienza, ed è costantemente sottoposto a monitoraggio. Come evidenziato anche dagli onorevoli interpellanti, e sulla base delle notizie acquisite dal ministero della giustizia, la procura della repubblica presso il tribunale di Roma in relazione all'episodio ha avviato un procedimento penale per i reati di falsa informazione al pubblico ministero, falso ideologico commesso da Pubblico Ufficiale in atti pubblici e tortura, delegando alle relative indagini le squadre mobili della Questura di Roma", ha spiegato Molteni.

L'onorevole ha quindi riferito che lo scorso settembre l'amministrazione "ha adottato misure di carattere organizzativo, in particolare l'avvicendamento del dirigente del distretto, sostituito con un primo dirigente di polizia ritenuto particolarmente qualificato, e del funzionario addetto.Tali provvedimenti sono stati assunti rispettivamente con atto del capo della polizia del Questore di Roma. In oltre, in raccordo con gli organi inquirenti, sono stati disposti ulteriori atti organizzativi che hanno interessato i quattro dipendenti coinvolti nei fatti del 25 luglio scorso. Nello specifico uno di essi è stato assegnato ad un altro ufficio di Pubblica Sicurezza della Capitale, mentre gli altri tre sono stati adibiti a servizi di vigilanza interna nellìambito del quattordicesimo distretto".

"Infine, poiché il procedimento penale pende ancora nella fase delle indagini preliminari ed è coperto dal segreto investigativo, - aggiunge Molteni - non sono stati avviati i procedimenti disciplinari nei confronti del personale interessato, in attesa degli sviluppi del procedimento penale. Assicuro che la vicenda è attentamente seguita dai vertici del Pubblica Sicurezza e che all’esito del procedimento penale saranno avviate le iniziative disciplinari, naturalmente in presenza dei presupposti".

Secondo Carlo Stasolla di Associazione 21 luglio, la risposta non sarebbe sufficiente: "Preoccupa l'idea che quanti detengono il monopolio legale dell’uso della forza, in qualità di agenti delle forze dell’ordine, non vengano sottoposti a procedimenti di sospensione, a seguito di indagini per ipotesi di reato così gravi come quelli che riguardano la vicenda del giovane Hasib. Il rischio di minimizzare quanto accaduto la mattina del 25 luglio nell'appartamento di Primavalle potrebbe rappresentare l’anticamera di una volontà volta ad allontanare il conseguimento di una verità piena, la stessa invocata e ricercata dalla mamma di Hasib".

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