Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Caso Maricica - Burtone: "Due pesi e due misure per confermare gli stereotipi"

Abbiamo intervistato Miruna Cajvaneanu, giornalista romena a Roma, per provare a capire gli aspetti mediatici della vicenda e l'opinione che la comunità romena si è fatta sul caso

mirunaIl caso Burtone e la morte di Maricica Hahaianu hanno riaperto una vecchia ferita nella Capitale, ovvero quello del rapporto tra i romani e la comunità romena. Mai come in questa vicenda infatti i media hanno giocato un ruolo fondamentale. Dalla pubblicazione del video, alla morte di Maricica, per poi giungere all'arresto di Burtone, ogni volta, e sempre di più, si è parlato di "pressioni mediatiche". Negli ultimi giorni hanno fatto notizia gli articoli pubblicati sulla stampa romena. Ecco perché abbiamo voluto provare a capire meglio l'aspetto mediatico della vicenda, intervistando Miruna Cajvaneanu, giornalista romena a Roma per il settimanale "Gazeta Romaneasca" - rivolto agli immigrati romeni in Italia - e per l'agenzia romena "HotNews.ro".

Miruna, da giornalista che vive in Italia e conosce la Romania, come pensi sia stata trattata dai media la vicenda di Maricica Hahaianu?

Ho notato molte differenze nel modo in cui sono state trattate dal punto di vista mediatico vicende che hanno avuto come protagonisti cittadini romeni e dall'altra parte l'episodio di Maricica. Sotto alcuni aspetti sono stati usati due pesi, due misure, obiettivamente parlando. Per esempio: quando si trattava di cittadini romeni presunti aggressori, la foto girava subito su tutti i canali media. Credo tutti si ricordino le foto di Mailat, di Doina Matei, o di Karol Racz (che poi si è scoperto essere innocente, ma oramai tutti lo associavano al delitto di cui è stato accusato). Poi, una differenza di linguaggio. Su quasi tutti i media, di Alessio Burtone si parla come del "ragazzo" o dell'"aggressore". Uno dei pochi a usare parole diverse è stato il sindaco Alemanno che lo ha chiamato "assassino", "omicida" e "soggetto socialmente pericoloso". Ricordiamo che tanti presunti aggressori romeni venivano presentati come "mostri" o "faccia da pugile". Inoltre il caso non è stato presentato in una maniera equilibrata. Se prendiamo da una parte il tempo o lo spazio dedicato alla presentazione della posizione dell'avvocato di Alessio Burtone, della madre, della sorella, degli amici e dall'altra parte la parte della povera signora Maricica, si scopre un notevole squilibrio. In altri casi di "processi mediatici" che coinvolgevano cittadini romeni, si insisteva sulle aggravanti del caso, qui, diversamente, sono state presentate in maniera abbondante le attenuanti.

L'avvocato della donna si è chiesto provocatoriamente cosa sarebbe accaduto se l'uomo fosse stato romeno e la donna italiana. Tu come rispondi alla provocazione?

arresto_burtone22In parte ho già risposto. Se le parti fossero invertite, le reazioni politiche sarebbero state ben diverse. Di conseguenza, si sarebbe infiammata anche la scena mediatica. Una parte dell'opinione pubblica ha bisogno di vedere confermati i propri pregiudizi. Interessante notare che, anche se la vittima in questo caso è una romena, l'effetto in qualche modo è stato paradossalmente lo stesso. L'episodio ha scatenato l'accanimento di una piccola parte dell'opinione pubblica contro i romeni, alcuni concentrandosi su un'assurda difesa in extremis dell'aggressore, sotto una strana logica dell""eccezione che conferma la regola".

La camera penale di Roma ha definito "spinta da suggestioni mediatiche" la misura cautelare dell'arresto per Burtone, sottolineando le pressioni mediatiche sulla vicenda. Cosa ne pensa?
Non posso entrare nel merito, sono aspetti giuridici. Non credo tuttavia che le pressioni mediatiche andassero in quella direzione, almeno non quelle trasmissioni o giornali del "mainstream".Piuttosto c'è stata una presa di posizione diretta, questa volta politica. Quella del sindaco Alemanno che ha chiesto pubblicamente che Alessio Burtone sia messo in carcere. Io credo che il giudice abbia deciso indipendentemente da qualsiasi influenza o presa di posizione pubblica o mediatica. Anzi, partendo dalla dichiarazione dell'avvocato della famiglia Hahaianu, gli organi di inchiesta hanno messo a disposizione dei giudici una documentazione chiara e completa, in base alla quale è stata presa questa decisione.

In Romania come è stata vissuta la vicenda dell'aggressione prima, la morte di Maricica poi e l'arresto con annessi applausi a Burtone poi?

Il video dell'aggressione nella metrò le immagini dei principali tg italiani e i principali titoli dei quotidiani sono stati ripresi dagli organi di stampa romeni. Molti connazionali hanno ricordato come i romeni in casi analoghi sono stati messi alla gogna mediatica in Italia e ora, nel caso di Maricica, si cercano le attenuanti per l'aggressore. Devo dire che ha molto colpito il video della reazione del gruppo di amici di Alessio Burtone. Ma gli insulti rivolti alla polizia hanno colpito anche moltissimi italiani. L'opinione pubblica romena però è stata divisa: purtroppo ci sono stati anche dei romeni che hanno commentato il video, dicendo che Alessio Burtone avesse ragione in qualche modo a colpire la donna.

maricica_100Nel caso dello stupro di Guidonia, o della vicenda dello stupro di Romulus Mailat, in Romania cosa si è detto?
In questi casi, la stampa romena ha ripreso sostanzialmente le stesse informazioni pubblicate in Italia, soprattutto nel caso di Mailat. In quei giorni esisteva una pressione psicologica incredibile sulla comunità romena, ci sono stati anche episodi di violenza e intolleranza- ricordo il pestaggio di alcuni romeni alla periferia sud-est di Roma e gli attentati a due negozi romeni, sempre nella capitale. Uno studio romeno su come è stato raccontato l'episodio Mailat ha messo in evidenza alcune mancanze della stampa romena, che per esempio, avrebbe spesso sottolineato che Mailat fosse rom, non romeno.

Sul blog che tu tieni hai sottolineato come quando si tratti di romeni si è sempre pronti a sbattere il mostro in prima pagina, mentre invece in casi come questi si tiene nascosta la faccia degli italiani. A cosa pensi sia dovuto questa disparità di trattamento?
Ci sono molti pregiudizi che riguardano i romeni, la maggior parte falsi. Credo si tratti di un circolo vizioso politica-media-opinione pubblica. Spesso parlare di questioni sensibili come l'immigrazione conviene, per nascondere o mettere in secondo piano altri argomenti molto seri che riguardano l'Italia di tutti i giorni: l'economia, il disagio sociale, la crisi economica, la disoccupazione, la criminalità organizzata. Non solo: alimentare le paure della gente porta alla crescita della percezione di insicurezza, quindi prendere una posizione forte al riguardo significa prendere voti.Il discorso è valido per tutti i partiti che agiscono sulla scena politica italiana. Portare il mostro romeno (o immigrato) in prima pagina e parlarne porta voti. Non a caso il periodo elettorale è quello probabilmente con la più alta pressione mediatica su episodi come questo.

Che ruolo hanno, secondo te, i media italiani nella costruzione dell'immagine dei romeni negli italiani?
Un ruolo fondamentale. Spesso l'immaginario collettivo è costruito attraverso i canali media. Purtroppo, ci sono italiani che da una parte hanno una signora romena nelle loro case, come badante o baby sitter. Ma d'altra parte sono, anche loro, vittime di messaggi mediatici che presentano i romeni come persone violente. Citare nel titolo di una notizia di cronaca nera l'etnia del presunto aggressore rappresenta una violazione del codice deontologico. Come d'altronde anche parlare di "mostro" o "violatore" o "assassino" quando il processo non è giunto a una sentenza definitiva. Il principio della presunzione d'innocenza è spesso e volentieri messo da parte quando si tratta di immigrati o romeni.

Quale pensi sia l'errore più grande da evitare quando si parla di romeni in articoli di cronaca?
Scrivere il pezzo sotto l'influenza dei pregiudizi e stereotipi. Purtroppo succede spessissimo. Io come giornalista mi faccio un esame di coscienza ogni volta che tratto un argomento sensibile e cerco di essere sempre coerente con i miei principi professionali e con i miei valori.

A tuo avviso l'immagine dell'Italia agli occhi dei romeni in Romania dopo i recenti fatti qual è?
I romeni non sono giustizialisti, e non sono nemmeno violenti. Sulla colonna di Anagnina dove è stato allestito un memoriale per Maricica, non ci sono messaggi di violenza o di vendetta. C'è molta sofferenza e tristezza di fronte a episodi di intolleranza e di razzismo come quelli ai quali purtroppo abbiamo assistito. Però per molti, quelle manifestazioni sono solo la voce che si fa sentire di più: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.

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