Cronaca

Caso Cucchi: "Morto da solo come un cane fra dolore atroci"

La sorella Ilaria commenta l'apertura di un'inchiesta bis per accertare le responsabilità dei Carabinieri nell'intera vicenda. "Sapevo che era solo, per questo non mi sono mai fermata"

"Sapevo che mio fratello era considerato ‘un ultimo’ ma soprattutto sapevo che mio fratello era morto da solo come un cane fra dolori atroci. Per questo motivo non ci siamo mai fermati". Così Ilaria Cucchi questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale, commentando l’apertura di un’inchiesta bis sulla morte del fratello Stefano, il geometra romano di 31 anni che ha perso la vita dopo una settimana di detenzione in carcere.

"Sono stati anni molto faticosi ma ora grazie al mio avvocato e alla procura di Roma si è aperto uno spiraglio. Il mio dolore più grande è che lui sia morto pensando che io lo abbia abbandonato. Oggi lui sa che non è così". "Ho pagato un prezzo alto – conclude  - anche a livello familiare. I miei figli stanno pagando un sacrificio enorme però sanno che sto lottando anche per loro e anche per i figli di coloro che commettono abusi".

Parole che arrivano a pochi giorni dall'apertura di un nuovo filone d'inchiesta, che vede il vice maresciallo della stazione di Tor Sapienza, dove Stefano fu portato la notte dell'arresto, indagato per falsa testimonianza. Un primo passo verso la verità anche per il legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo. 

"Verranno fuori altre situazioni e novità molto più importanti che cambieranno la storia che è stata scritta finora". "Posso dire - ha dichiarato - che ci sono nuovi testimoni importanti, alcuni dei quali li abbiamo trovati noi. Non posso dire nello specifico che cosa andranno a raccontare, quello che posso dire è che Stefano Cucchi è morto perché è stato pestato. E siamo in grado di dimostrare anche il fumo che è stato fatto nel processo e che non ha permesso di arrivare alla verità. Adesso questo fumo si sta diradando". 

All'apertura dell'inchiesta bis si aggiungono i risultati della consulenza tecnica del professor Carlo Masciocchi, presidente della Società italiana di Radiologia, consegnati alla Procura di Roma dalla sorella Ilaria e dall'avvocato Anselmo. Evidenziano un'ulteriore "frattura lombare recente" sul corpo della vittima. E concorrono alla possibile svolta nel percorso delle indagini. 

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