Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Esquilino / Via Napoleone III

CasaPound, Raggi: "Orgogliosamente antifascista, da sempre contro quell'occupazione illegale"

Salvini commenta la perquisizione impedita: "a violenza non è la soluzione a niente". Dal Comune: "Non spetta a noi la scelta degli sgomberi"

Lo stabile di via Napoleone III occupato da 15 anni dai fascisti del terzo millennio di CasaPound non è tra quelli che verranno sgomberati. Non a breve almeno. Non rientra infatti nella lista delle 16 urgenze stilata, nel 2016, dall'allora commissario Francesco Paolo Tronca. Da ieri però sulla struttura di proprieta del Ministero della Pubblica Istruzione sono accesi i fari della politica romana e nazionale. Colpa della perquisizione bloccata nel pomeriggio di lunedì che ha impedito di censire il presunto danno erariale ai danni dello Stato. Ci sarebbero state minacce, secondo molte versioni; tutto tranquillo secondo CasaPound. Tanto è bastato però per riaccendere il caso, già esploso grazie ad un'inchiesta de L'Espresso dalla quale è poi scaturita l'indagine della Corte dei Conti per presunto danno erariale. 

Un caso su cui oggi, pressato da più parti, è stato costretto ad intervenire anche il ministro degli Interni, Matteo Salvini: "La violenza non è la soluzione a niente", ha detto  ai microfoni di Rtl 102,5. "Chi deve fare i controlli deve poterli fare tranquillamente, non possono esserci aree fuori dalla legalità in nessuna parte del Paese". Ieri sulla vicenda era intervenuta la sindaca Virginia Raggi che si è spinta oltre rispetto le parole di Salvini: "Da sempre contro l'occupazione illegale di Casapound".

Una frase, quella postata su twitter, non andata giù a Davide Di Stefano, fratello del leader delle tartarughe frecciate Simone Di Stefano, nonché uno degli occupanti illustri dello stabile: "Ciao Virginia. Questa è la foto della via di Casapound adesso. Invece di giocare a fare l'antifascista militante e ridefinire la toponomastica, pensa a ripulire questa città che affonda nella monnezza". La risposta della Raggi è arrivata a stretto giro: "Orgogliosamente antifascista e Roma medaglia d'Oro al valor militare per la resistenza. Ps. Roma la stiamo ripulendo... E sulla toponomastica sempre avanti a testa alta!". 

E se due tweet fanno una prova, quanto filtra dal Campidoglio è un'ulteriore conferma che, se dipendesse da Raggi e dalla sua amministrazione, l'occupazione di CasaPound verrebbe inserita subito tra quelle da sgomberare. Da Palazzo Senatorio si fa infatti sapere che la prima cittadina ha più volte evidenziato nelle sedi competenti l'illegalità dell'occupazione dell'immobile di via Napoleone III da parte di Casapound. La posizione del Campidoglio è sempre stata chiara in tal senso. Tuttavia, non  spetta a Roma Capitale scegliere quali sgomberi effettuare. Infatti, il Comune è competente per l'assistenza attraverso i servizi sociali e per il supporto alle operazioni tramite la polizia locale". 

Al Comune, in effetti, mai nessuno (dal Viminale, ndr) ha chiesto di intervenire per il censimento dell'immobile. Nessuno ad oggi sa chi vive all'interno della struttura, se ci siano fragilità, persone indigenti, bisognose di cure. E questo sarebbe il compito del Campidoglio: dal Viminale però, da anni, mai nessuna richiesta in tal senso. Oggi, nel corso del comitato metropolitano sugli sgomberi, il caso CasaPound potrebbe aver fatto capolino.

E infatti la sindaca al termine della riunione in Prefettura del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica sulle occupazioni abusive nella Capitale ha ribadito il concetto: "Devo essere sincera, su questo mi aspetto un segnale forte. Come sapete l'immobile è del Demanio, e sarebbe un bel segnale nei confronti della città. Io ho messo a disposizione chiaramente la Polizia di Roma Capitale e il sistema dell'accoglienza per quando arriverà il momento. Aspettiamo un input che chiaramente non è nostro".

Lo sgombero non è all'orizzonte, ma in via Napoleone III da ieri sono un po' meno tranquilli. 

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