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Cronaca

Anziani picchiati, insultati e sedati: in tribunale i testimoni del processo sui maltrattamenti in casa di riposo

I fatti risalgono al 2016. Le intercettazioni choc al centro della nuova udienza

Entra nel vivo il processo sul caso dei maltrattamenti nella casa di riposo Villa Fidia di Casal Palocco, dal 2017 in mano a una nuova gestione subentrata poco dopo l’emissione di quattro misure cautelari contro l’allora coordinatrice della struttura, la figlia, responsabile della società che ai tempi la gestiva, un oss considerato il “tuttofare” della coordinatrice e un inserviente.

Le accuse sono a vario titolo di maltrattamenti aggravati e esercizio abusivo della professione, mentre due medici - uno specialista neurologo convenzionato con l’Asl e l’allora responsabile della struttura - sono accusati di falso in atto pubblico per avere firmato prescrizioni di medicinali non necessari, principalmente sedativi e anti psicotici, senza piano terapeutico.

In questi giorni a piazzale Clodio sfilano i testimoni della difesa dei quattro imputati, che secondo l’accusa dietro la facciata della tranquilla struttura immersa nel verde, una decina di stanze a disposizione degli ospiti, nascondevano una brutalità inquietante. Gli  anziani venivano lasciati per ore senza assistenza, con pochissima acqua perché “sennò avrebbero fatto troppa pipì”, bloccati a letto con legacci improvvisati o farmaci (principalmente Seroquel e Ritrovi) mai prescritti e non inseriti nel piano terapeutico, presi a schiaffi, trascinati per i capelli, insultati.

“Che brutta fine che fai, tra poco muori e non hai nessuno”, e ancora “pazza, hai proprio rotto i c….” sono solo alcune delle frasi che l’inserviente ha rivolto agli anziani che si lamentavano per la paura e il dolore. In un altro caso l’uomo, dopo avere schiaffeggiato un’ospite, l’ha apostrofata: “Domani ti faccio le punture, quelle che fanno male. Vuoi morire come Gesù Cristo? Domani ti faccio la croce”. Episodi su cui gli uomini della Guardia di Finanza di Ostia, coordinati dalla procura, hanno indagato per un anno raccogliendo tutto il materiale necessario per chiedere il rinvio a giudizio. Nel 2017 i pm, nell’avviso di conclusione delle indagini, avevano parlato di “un perdurante e grave stato di sofferenza fisica e psicologica” provocato negli anziani ospiti, certificato da una serie di intercettazioni choc di cui si discute proprio in questi giorni.

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