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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Ghetto / Via del Tempio

Militia diffonde una campagna contro Pacifici: fiume di cartoline contro il 'giudeo'

Il presidente della Comunità ebraica di Roma sotto attacco dell'associazione neofascista. Una vendetta per l'arresto del militante di Forza Nuova Mirko Viola

Un 'boicottaggio' fatto di post e cartoline contro il “giudeo” Riccardo Pacifici. È questo l'ultimo attacco dell'associazione neofascista Militia Roma contro al presidente della Comunità Ebraica romana. Al centro della polemica una vendetta per il militante di Forza Nuova Mirko Viola condannato a due anni e otto mesi perché riconosciuto come moderatore del forum antisemita Stormfront. Per Militia è colpa di Pacifici se al militante erano stati revocati i domiciliari. Il presidente della comunità ebraica infatti aveva segnalato alla Procura una mail inviata proprio mentre il neofascista era agli arresti. Appresa la notizia, non è mancato un fiume di dichiarazioni di solidarietà al presidente della comunità ebraica.

UCEI - “I deliri, le farneticazioni, le azioni di questi individui costituiscono una minaccia per tutta la società italiana” afferma Renzo Gattenga, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Atteggiamenti che “richiedono, da parte di ognuno di noi, massimo impegno e vigilanza affinché i violenti, gli estremisti, i razzisti, chiunque attenti ai valori fondanti della Costituzione repubblicana sia messo in condizione di non nuocere”.

MARINO – Attenzione alla notizia è arrivata anche dal sindaco Marino: “Voglio esprimere la mia solidarietà e quella dell'intera città nei confronti di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, oggetto di un'intollerabile campagna di odio e intimidazione” ha dichiarato il primo cittadino della Capitale. “Le minacce vergognose espresse nei suoi confronti sono un'offesa a tutta la nostra comunità”. E di “totale vicinanza” è anche il messaggio lanciato dal Partito Democratico del Lazio per voce di Enrico Gasbarra.

GAY CENTER – Per il portavoce dell'associazione Gay Center, Fabrizio Marrazzo quanto accaduto “è la dimostrazione più chiara dell'utilità di una legge come la Mancino che condanna l'istigazione all'odio e alla discriminazione. Una legge che non può essere svuotata dei suoi contenuti più incisivi prevedendo come invece nel testo passato alla Camere delle zone franche per organizzazioni e associazioni”.

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