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Da un anno le viene negata la cartella clinica della sorella morta: la battaglia di Alessia

Manuela Massimiani è morta in una rsa il 21 luglio 2020, dopo un lungo ricovero all’Umberto Primo. La direzione sanitaria dell’ospedale, però, ormai da 12 mesi rifiuta di fornire alla sorella la documentazione

“Io sono giovane e posso battermi per qualcosa che dovrebbe essermi consegnato di diritto, ma penso ai miei genitori, anziani e con problemi di salute: loro e quelli come loro, come potrebbero farcela?”.

La domanda, tutt’altro che retorica vista la battaglia che sta portando avanti, è posta da Alessia Massimiani, 42 anni, che lo scorso anno ha perso la sorella Manuela per un’emorragia cerebrale a soli 49 anni. Manuela è morta infatti nel luglio del 2020 in una rsa, dove è arrivata dopo un intervento chirurgico e un lungo ricovero al policlinico Umberto Primo. Ed è proprio contro l’Umberto Primo che Massimiani ha deciso di sporgere denuncia dopo innumerevoli tentativi di recuperare la cartella clinica della sorella.

“Non questione affatto l’intervento che è stato fatto su mia sorella - racconta Alessia - anzi, l’unica persona che mi è stata vicina in questa lunga trafila è il professore che è intervenuto quel brutto giorno. A oggi però non mi spiego come sia possibile che da un anno venga ‘rimbalzata’ da un ufficio all’altro e da una persona all’altra per avere la cartella clinica di Manuela. Dopo l’intervento di dicembre era stata messa in terapia intensiva del pronto soccorso e poi in quella dell’Umberto Primo, dove è rimasta, in coma, sino a quando non è arrivato il covid. A quel punto l’hanno spostata, insieme con altri pazienti, in una sala operatoria da dove poi sono stati smistati”.

Alla fine Manuela Massimiani è stata ricoverata nel reparto di Neurochirurgia, dove è per rimasta pochi giorni: la pandemia ha spinto la direzione sanitaria a trasferirla, contro il volere dei parenti, all’Aurelia Hospital, da dove poi la famiglia, pagando di tasca propria un’ambulanza, l’ha trasferita in una rsa dove qualche mese dopo si è spenta.

“Io ho più volte chiesto la cartella clinica di mia sorella, ormai è un anno ed è un continuo rimpallo tra la Neurochirurgia, che so ha mandato anche solleciti, e la direzione sanitaria, che invece non mi dà risposte certe - spiega Alessia Massimiani - Per questo alla fine mi sono decisa a sporgere denuncia. Al di là del fatto che è diritto della famiglia avere la cartella clinica di Manuela, e che serve per alcune pratiche relative al suo decesso, vogliamo sapere cosa è successo nel corso del suo ricovero, com’è andata”.

Massimiani ha presentato la denuncia il 22 marzo alla stazione dei carabinieri di Talenti, e resta in attesa di una replica da parte della direzione sanitaria dell’Umberto Primo.

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