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Mondo di Mezzo, confiscato il tesoro di Buzzi e Carminati. Il Cecato aveva opere d'arte per 10 milioni di euro

Lo scorso 22 ottobre, la Corte di Cassazione aveva dichiarato "inammissibili i ricorsi proposti dalle parti", rendendo così definitiva la confisca

La villa di Sacrofano dove abitava e opere d'arte per 10 milioni di euro. E' questo parte del tesoro di Massimo Carminati confiscato oggi dalla Guardia di Finanza di Roma nell'ambito dell'operazione Mondo di Mezzo. 

I militari del Gico non hanno colpito solo 'Er Cecato', ma anche altri personaggi finiti già nel filone di inchiesta: Riccardo Brugia, Salvatore Buzzi, Agostino Gaglianone, Fabio Gaudenzi (volto noto alla cronache romane anche per essere stato protagonista di un video in cui raccontava di essere a conoscenza del nome del mandante dell'omicidio di Fabrizio Piscidelli detto Diabolik) e Giovanni De Carlo. Tutti già tratti in arresto nel dicembre del 2014 dai Ros dei carabinieri.

Il blitz della finanza: la confisca a Carminati, Buzzi e soci

La confisca rappresenta l'epilogo delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli indagati e dei loro prestanome, delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, in una cornice di coordinamento investigativo con l'Arma dei Carabinieri.

Gli specialisti del G.I.C.O. hanno ricostruito il "curriculum criminale" dei personaggi sopra citati, accertando la sussistenza dei requisiti di "pericolosità sociale" e della "rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e i patrimoni accumulati nel tempo", necessari affinché il Tribunale capitolino emettesse vari decreti di sequestro, su richiesta della Procura della Repubblica, eseguiti a partire dalla fine del 2014.

Lo scorso 22 ottobre, la Corte di Cassazione aveva dichiarato "inammissibili i ricorsi proposti dalle parti", rendendo così definitiva la confisca di 4 società operanti nei settori immobiliare e del commercio di prodotti petroliferi;13 unità immobiliari e un terreno siti a Roma e in provincia: 13 automezzi; 69 opere d'arte di importanti esponenti della scena artistica della seconda metà del XX secolo (Pop Art, Nouveau Réalisme, Futurismo e Surrealismo); numerosi rapporti finanziari. Il tutto per un valore di stima pari a circa 27 milioni di euro.

Il tesoro Carminati e la villa dove sta scontando i domiciliari

A Massimo Carminati sono state confiscate, tra l'altro, la villa di Sacrofano e opere d'arte per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. L'immobile è quello in cui Massimo Carminati, sottoposto all'obbligo di dimora proprio nel comune della provincia di Roma, sta scontando i domiciliari per decorrenza dei termini della carcerazione preventiva nell'ambito del processo Mondo di Mezzo. 

La misura era stata disposta dalla Procura generale della Corte d'Appello dopo la sentenza della Cassazione in cui emerse come l'inchiesta non aveva nulla a che fare con il concetto di mafia. Massimo Carminati, uscito dopo 5 anni e 7 mesi dal carcere di Oristano, e obbligato a restare a Sacrofano, dovrà trovare ora un'altra sistemazione per scontare la sua pena, così come appreso da RomaToday da fonti della Finanza.

L'abitazione di Sacrofano non è da confondere con un'altra villa, nella stessa località e a 200 metri da quella di Carminati, già affidata in comodato d'uso gratuito, per vent'anni, all'Asl Roma 4.

L'immobile, secondo le indagini rappresentava il prezzo che il commercialista M.I. aveva dovuto pagare all'ex Nar in cambio della sua protezione dalle minacce rivoltegli dall'imprenditore Gennaro Mokbel che voleva indietro i 7 milioni di euro investiti nell'affare Digint.

La Asl Rm4, che l'ha ricevuta lo scorso 10 novembre dall'Agenzia Nazionale per l'amministrazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, l'ha trasformata in un centro di riferimento per famiglie di pazienti con autismo che vivono nel territorio del distretto. L'invito della finanza è che si possa fare lo stesso con la villa confiscata oggi.

I beni confiscati a Buzzi e agli altri

Nei confronti di Salvatore Buzzi, imprenditore a capo dell'ampia rete di cooperative coinvolte nell'inchiesta, la misura patrimoniale ha avuto ad oggetto due immobili a Roma nonché le quote e il patrimonio di due società, per un valore stimato di oltre 2,6 milioni di euro.

"Indipendentemente dall’esito del giudizio penale, la confisca di beni è stata disposta anche a carico del "braccio destro" di Carminati, Riccardo Brugia e dell'altro sodale Fabio Gaudenzi, nonché degli imprenditori Roberto Lacopo – con riferimento, tra l'altro, alla società che gestiva il distributore di carburante sito in Corso Francia a Roma – Agostino Gaglione, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo", conclude il Gico.

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