Disperso nel lago di Castel Gandolfo, Carlo non si trova più. La madre: "Controlli assenti"

Il sindaco di Castel Gandolfo: "Mai più avremmo voluto rivivere questa tragedia. Ci stringiamo al dolore della famiglia e degli amici del ragazzo"

Con il passare delle ore le speranze di trovare vivo Carlo Paolo Bracco si fanno sempre più flebili. Anche oggi, per il terzo giorno, andranno avanti le ricerche del 33enne di Naro, ma residente a Roma, disperso nel lago di Castel Gandolfo, vicino ad Albano Laziale.

Carlo Paolo Bracco stava facendo il bagno quando è caduto sul suo materassino gonfiabile, ha gridato "aiuto" ed è scomparso. Molti hanno visto che si dimenava in acqua per poi perderlo di vista. Sul posto un elicottero e i sommozzatori dei vigili del fuoco che sono scesi fino a 20 metri di profondità, anche con l'aiuto dei robot. La prima parte delle ricerche ha dato esito negativo. 

Oggi si continuerà. Il 33enne da anni vive a Roma, nel quartiere di Castelverde, dove lavora come elettricista. Ieri, dalla Sicilia sono arrivati i suoi genitori. La mamma non si da pace come spiega al Messaggero: "Roma mi ha rubato un figlio, questo lago me l'ha portato via. Voglio essere l'ultima madre a piangere un figlio perso in questo lago, ci vuole più sicurezza, non devono permettere che le persone si allontanino sui materassini fino al centro del lago. È troppo pericoloso".

Milvia Monachesi, sindaco di Castel Ganfolfo, sui social ha commentato: "Mai più avremmo voluto rivivere questa tragedia. Ci stringiamo al dolore della famiglia e degli amici del ragazzo. Per lui dobbiamo tutti fare la nostra parte perché non avvenga davvero mai più". 

Il Sindaco di Naro Maria Grazia Brandara di stringe attorno al dolore della famiglia del giovane Carlo: "Io e l'intera amministrazione ci stringiamo attorno al dolore della famiglia Bracco in questo difficile e maledetto momento. Ho avuto il piacere di conoscerlo e lo ricordo con tanto affetto per il suo garbo e per la sua gentilezza. Pregherò insieme ai miei concittadini".

Le indagini coordinate dal commissariato di polizia di Albano dovranno accertare anche eventuali responsabilità sulla dinamica dei fatti. L'anno scorso per individuare la salma di Elnur Babayev, 29 anni, sono ci vollero 17 giorni.

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