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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

L'addio a Mazzone: da Gualtieri a Totti, politici e sportivi piangono 'Sor Carletto'

Il cordoglio della Roma: "Ciao Mister. Ti vorremo sempre un bene immenso

Le sue urla, le battute, la competenza, la vivacità, l'umanità e le sue corse. Carlo Mazzone è stato questo e molto di più. La notizia della sua morte ha colpito tutti come un fulmine e ciel sereno. Ieri il mondo del calcio, e non solo, lo ha omaggiato. Pep Guardiola, dopo la vittoria del "suo" Manchester City si è presentato ai microfoni con una maglietta che raffigurava il 'Sor Carletto' durante la sua memorabile corsa in Brescia-Atalanta. 

Francesco Totti, Rosella Sensi e tanti altri lo hanno ricordato postando una foto e un pensiero. '"Sei e sarai sempre nel mio cuore - ha scritto l'ex capitano della Roma postando una foto di se stesso che va ad abbracciare il suo ex allenatore prima di una partita fra i giallorossi e il Bologna". Altro campione del mondo a omaggiare Mazzone che lo inventò regista è Andrea Pirlo: "Mi piace ricordati così. Ti devo tanto - scrive l'ex nazionale che tra le altre ha militato nella Juve e nel Milan - Sono orgoglioso di averti incontrato e che tu mi abbia fatto crescere come uomo e come calciatore. Ancora una volta grazie di tutto Carletto".

Ma i messaggi sono migliaia. Tra gli eroi dei Mondiali del 2006 lo ricorda anche Gianluigi Buffon: "Carlo Mazzone rappresenta una icona calcistica che ha catturato il mio cuore. La passione travolgente che riversava nelle squadre è stata davvero unica e irripetibile". E non poteva mancare Roberto Baggio: "E' stato fantastico averti come mister. È stato meraviglioso saperti leale e sincero. È stato troppo poco il tempo passato insieme. Sono certo che l'amore delle tante persone che ti hanno voluto bene ti accompagnerà per sempre".

Tra le prime anche Rosella Sensi: "Un dolore enorme. Uno spazio incolmabile. Se ne va oggi un grande allenatore, un grandissimo uomo, un enorme romanista. Hai allenato la nostra Roma, la prima di papà. Ma hai fatto la storia di tutto il calcio italiano mostrando valori che oggi si trovano a fatica nel mondo dello sport, facendoti volere bene da tutti. Un gigante buono, un maestro. Ti ricorderò sempre con grande affetto mister. Mancherai a tutti".

A salutare il suo ex tecnico, nonchè tifosissimo giallorosso, è naturalmente la Roma che con un tweet si unisce al cordoglio per la scomparsa dell'allenatore romano che guidò il club della Capitale dal '93 al 96: "Ciao Mister. Ti vorremo sempre un bene immenso. Forza Roma!". E non poteva mancare anche il ricordo dei 'cugini' della Lazio: "Ci lascia una figura storica del nostro calcio, professionista esemplare che ha sempre interpretato con passione e dedizione il suo essere prima giocatore e poi tecnico, con il suo modo unico e speciale di stare in panchina".

Anche il mondo della politica e delle istituzioni si è stretto. A dare il commiato al Sor Carletto anche la politica e le istituzioni sportive a partire dalla premier Giorgia Meloni: "era un uomo genuino e verace, custode dei valori più sani dello sport. Un grande allenatore, amato da tutti perché ha rappresentato un calcio vicino al popolo e ai suoi tifosi. Mi stringo al dolore della famiglia e di tutti i suoi conoscenti. Ci mancherai Carletto".

"Grande dispiacere per la scomparsa di Carlo Mazzone, una delle più iconiche figure del calcio italiano. -  il messaggio del sindaco Roberto Gualtieri - Con la sua genuina passione intrisa di romanità e la sua esperienza e competenza ha contribuito a scrivere belle pagine di sport e lanciato tanti futuri campioni. Roma lo ricorderà sempre con affetto". 

Gli fa eco il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca: "Diciamo addio con grande tristezza a Carlo Mazzone, allenatore recordman di panchine in Serie A, interprete di un calcio schietto e umano, capace di suscitare ammirazione e simpatia anche negli avversari. Condoglianze sentite alla famiglia".


E poi Matteo Salvini con ""Buon viaggio Carlo, straordinario protagonista del calcio più bello e più vero!" e il leader del M5s, Giuseppe Conte: "non è stato un semplice allenatore. È stato un secondo padre e un maestro di vita per tante giovani leve italiane".  

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