"Fermi siamo carabinieri", poi le 11 coltellate: così l'ordinanza smonta la difesa dei due americani

L'ordinanza del gip Chiara Gallo che ha disposto il carcere per i due cittadini americani sottolinea il concreto pericolo di fuga

Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, accusati di concorso in omicidio per aver ucciso con 11 coltellate il carabiniere Mario Cerciello Rega, erano pronti a tornare negli Usa. Il vicebrigadiere e Andrea Varriale avevano "avvicinato i due ragazzi qualificandosi e mostrando loro i tesserini" prima dell'aggressione mortale e dunque "il tentativo difensivo di ipotizzare una sorta di legittima difesa putativa, sostenendo di aver avuto paura per la propria vita e di essersi difeso non appare compatibile con gli elementi di fatto emersi dalle indagini".

Lo scrive il gip Chiara Gallo nell'ordinanza di arresto dei due californiani sottolineando il "concreto pericolo fuga" e di "reiterazione del reato", alla luce "delle modalità e circostanze del fatto e in particolare della disponibilità di armi di elevata potenzialità offensiva". 

Il gip scrive che i due giovani "erano alla ricerca di sostanze stupefacenti nel corso della serata e che entrambi avevano bevuto alcol". E, queste circostanze, valutate insieme alle condotte, "testimoniano incapacità critica dei due coindagati", e di conseguenza rendono evidente la loro "elevata pericolosità sociale".

Il pericolo di fuga dei due americani 

"Nessuno dei due indagati ha dimostrato di aver compreso la gravità delle conseguenze delle proprie condotte, mostrando un'immaturità eccessiva anche rispetto alla giovane età e al grado di violenza che connota le condotte di entrambi", scrive il giudice per le indagini preliminari secondo cui le condotte dei due "testimoniano la totale assenza di autocontrollo e capacità critica evidenziandone la pericolosità sociale".

Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort "sono stabilmente residenti all'estero, presenti in Italia occasionalmente e sorpresi dalla polizia giudiziaria in procinto di lasciare l'albergo subito dopo avere commesso i delitti in contestazione, condotta quest'ultima che non può non ritenersi finalizzata a far perdere le proprie tracce".

La stanza 109 e il coltello da marines

Emergono anche altri dettagli. Lee Elder alloggiava nella stanza 109 mentre Natale Hjort, seppur ospitato, non era registrato nell'albergo. I due, all'arrivo dei militari, avevano già le valigie fatte ed erano pronti a dirigersi in aeroporto e lì tornare negli Usa la mattina dal 26 luglio. 

Nel controsoffitto della stanza è stata poi trovata l'arma del delitto, un coltello sporco di sangue di 18 centimetri del tipo 'Trenknife' usato dai marines con "lama brunita, con impugnatura di anelli di cuoio ingrassato e pomolo in metallo brunito". Da capire se quel coltello sia stato acquistato a Roma oppure portato dall'America e, in caso, come abbia fatto a passare i controlli in aeroporto. 

Il racconto del carabiniere Andrea Varriale

Nell'ordinanza, inoltre, c'è anche il racconto di Andrea Varriale, il collega di Mario Cerciello Rega: "Prima di accasciarsi ha detto 'Mi hanno accoltellato'. Mentre i due soggetti si davano alla fuga in direzione via Cesi notavo Cerciello che perdeva moltissimo sangue dal fianco sinistra all'altezza del petto".

"Contattavo immediatamente la centrale operativa per richiedere i soccorsi - è la versione del carabiniere  - e in attesa del loro arrivo tamponavo le ferite riportate dal collega. Nel frattempo, notavo sopraggiungere sul luogo del fatto anche altre pattuglie sia dell'Arma che della Polizia di Stato. Il personale medico giungeva sul posto dopo circa 15 minuti e iniziava le operazioni di soccorso". 

"Oltre all'ambulanza - si legge nel verbale -, dopo circa 7/8 minuti giungeva anche un'auto medica dopodichè il vicebrigadiere Cerciello veniva trasportato verso il nosocomio Santo Spirito" dove è morto. 

Le indagini sulla morte di Mario Cerciello Rega 

L'incartamento racconta anche i dettagli di quella drammatica serata tra giovedì e venerdì: il furto subito da Sergio B., la chiamata al 112 e il ruolo di Italo P. (lo spacciatore che venderà l'aspirina al posto della coca ai due americani).

"Mi trovavo in piazza Trilussa in compagnia del mio amico di nome 'Meddi' - racconta - quando venivamo avvicinati da due ragazzi stranieri, i quali ci chiedevamo se avevamo della sostanza stupefacente da vendergli. Io gli rispondevo che non avevo lo stupefacente con me, ma che ero in grado di recuperarlo. I due ragazzi, convinti dell'acquisto, riferivano che volevano acquistare circa 80 euro di cocaina, andando a prelevare denaro contante presso un vicino bancomat". 

Tornati con i soldi, insieme si incamminano in direzione di Italo P.: lo spacciatore viene chiamato al telefono da Sergio B. e invitato a raggiungerlo con la droga. Ma qui qualcosa va storto, arrivano "le guardie", lo scambio soldi-droga non va secondo i piani dei due americani che rubano lo zaino e fuggono, così Sergio B. chiama il Numero Unico per le Emergenze (l'audio completo). 

Prati è sotto choc: le voci del quartiere

Il funerale di Mario Cerciello Rega

I carabinieri allora organizzano l'operazione. "Appena abbiamo visto i due giovani ci siamo qualificati anche con il tesserino", racconta Varriale. Il dettaglio è fondamentale perché escluderebbe l'attenuante ai giovani americani di non aver capito che a fronteggiarli erano appartenenti alle forze dell'ordine.

Neanche il tempo di bloccarli che scatta la violenza. Mentre Varriale veniva aggredito, il vicebridariere Cerciello Rega "ingaggiava una colluttazione" con l'altro giovane, e "ricordo di aver sentito le urla del mio collega che proferiva testuali parole: 'Fermati, siamo carabinieri, basta'", aggiunge il militare.

Lee Elder, a quel punto, pugnala mortalmente Cerciello Rega. Dopo i fatti sono scattate subito le indagini improntante anche sul supporto delle immagini delle videocamere di sorveglianza di piazza Mastai, che offrono una buona visuale di via della Luce, le telecamere esterne all'hotel LeMeridien Visconti e quelle della gioielleria Ghera, utili per determinare il percorso fatto. Una volta presi, Elder ha confessato. 

Chi era Mario Cerciello Rega

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