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Cronaca

Omicidio Cerciello, il killer del carabiniere ucciso: "Ci mostrarono il tesserino"

La conversazione intercettata risale al 2 agosto, pochi giorni dopo il fermo. Parlando con il padre e l'avvocato penalista Craig Michael Peters, Finnegan ammette che quella notte i due carabinieri si erano "presentati"

Un nuovo particolare emerge dall'inchiesta sull'uccisione del carabiniere Mario Cerciello Rega assassinato a Roma il 26 luglio. Un colloquio registrato in carcere che aggraverebbe la posizione di Finnegan Lee Elder, l'americano in carcere assieme a Christian Gabriel Natale Hjort dopo aver accoltellato il vicebrigadiere. 

Il 21enne era consapevole di aver aggradito un carabiniere. Lo ha detto lui stesso durante una conversazione intercettata. Per questo per i due americani è stato chiesto il giudizio immediato

La conversazione intercettata risale al 2 agosto, pochi giorni dopo il fermo. Parlando con il padre e l'avvocato penalista Craig Michael Peters, Finnegan ammette che quella notte i due carabinieri si erano "presentati". E questa ammissione lo incastrerebbe.

Letteralmente Finnegan ha detto "I saw two cops". Una frase che ha convinto i magistrati a chiedere il giudizio immediato, saltando così l'udienza preliminare. L'intercettazione in questione è utilizzabile in quanto l'avvocato Peters si presentò in carcere a Regina Coeli come amico di famiglia e non come legale di fiducia.

"Ho visto due sbirri. Sono venuti dietro a noi, alle nostre spalle. La persona che mi ha attaccato era bassa, più massiccia. Mi picchiava e mi trascinava così ho estratto il mio coltello e l'ho colpito", disse.  

Nell'intercettazione Finnegan spiega anche la tentata estorsione a Sergio Brugiatelli, l'uomo al quale era stato rubato lo zaino dopo il fallito acquisto di cocaina per l'arrivo dei carabinieri. "Ho preso lo zaino perché mi aveva mentito. Si è preso i soldi pensando di poter scappare", ha detto. 

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