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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Prati / Via Pietro Cossa

Carabiniere ucciso, Cerciello Rega e Varriale erano senza pistola

Interrogato dal procuratore Michele Prestipino, Varriale ha ammesso: "Anche la mia pistola era nell'armadietto"

Andrea Varriale e Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a coltellate in via Pietro Cossa a Roma, erano entrambi senza pistola. 

A distanza di un mese e mezzo dall'omicidio di cui sono accusati Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale-Hjorth emergono una serie di particolari, in precedenza smentiti dall'Arma dei Carabinieri. E' quanto emerge dagli articoli del Corriere della Sera e de La Repubblica

Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale senza pistola

In quella tragica notte, all'appuntamento con i due americani che dovevano restituire lo zaino rubato a Sergio Brugiatelli, i due militari sono andati entrambi disarmati. 

E se Cerciello Rega fosse senza pistola era un fatto ormai noto è confermato dall'Arma stessa, che Varriale fosse disarmato è stata una sorpresa. Come spiega il Corriere della Sera:

Quattro giorni dopo il delitto il comandante provinciale di Roma aveva svelato che Cerciello Rega aveva lasciato la pistola nell'armadietto in caserma. Ma non era stata fornita alcuna spiegazione sul motivo per cui — mentre il suo amico veniva colpito con 11 coltellate e moriva dissanguato — Varriale non avesse reagito sparando almeno un colpo in aria.
E di fronte ai magistrati coordinati dal procuratore reggente Michele Prestipino, Varriale è stato costretto ad ammettere: "Anche la mia pistola era nell'armadietto. Eravamo in borghese con bermuda e maglietta e l’arma si sarebbe vista".

Punti, questi, che saranno utilizzati dai legali difensori dei due giovani americani nelle fasi processuali. 

Omicidio Cerciello Rega: la versione di Varriale

"Quella sera ci qualificammo mostrando la placca identificativa". E' quanto ha detto il carabiniere Andrea Varriale davanti ai magistrati di Roma, ricostruendo quanto avvenuto la notte fra il 25 e il 26 luglio.

In base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, Varriale ha ammesso davanti ai magistrati che lui e Cerciello erano entrambi disarmati: i due infatti erano in servizio antispaccio e, come ha spiegato il militare, si tratta di un'attività che viene svolta in borghese e con un abbigliamento, specie in estate, che renderebbe complicato il possesso della pistola senza far saltare la 'copertura'. Una versione ritenuta credibile dagli inquirenti.

Gli americani "polli" che uccisero Cerciello Rega

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni depositate, i due ragazzi che cercavano droga a Roma erano considerati dei "polli", ma non lo erano. Erano tutt'altro che sprovveduti. È quanto riporta la Repubblica. Nelle oltre 200 pagine depositate ci sono tutti i momenti di quella tragica serata. 

Dalle stesse carte emerge anche come Brugiatelli non sia mai stato un informatore e che, nei mesi precedenti, non ci sia mai stato alcun contatto con Cerciello Rega e Varriale. Anzi, nel pedinamento si intuisce come i Carabinieri non conoscano proprio l'uomo: "Ci sta il pelato che secondo me sta facendo da intermediario".

Non solo le ricostruzioni hanno evidenziato che Elder Lee e Natale Hjorth si erano già recati sul luogo che successivamente sarebbe diventato del delitto. Perlustrazioni che, secondo l'accusa, sarebbero da classificare come "sopralluoghi preventivi a caccia di eventuali telecamere".

Carabiniere ucciso in via Cossa

Carabiniere ucciso: il video degli americani 

Si muovono nervosamente avanti e indietro, si nascondono tra le auto. È quanto si vede nel video che copre i 24 minuti dall'uscita dall'hotel di Natale Hjort e Elder Lee fino a poco prima dell'incontro con Brugiatelli per la restituzione dello zaino sottratto, a cui si sono presentati il vicebrigadiere Cerciello Rega e il suo collega Varriale.

Nelle immagini, ora agli atti dell'inchiesta e depositate, si vedrebbero i due ragazzi camminare nervosamente, compiere una sorta di perlustrazione, passando avanti e indietro davanti a un bar, poi tra le auto in sosta in attesa dell'incontro.

Il processo e l'udienza al Tribunale del Riesame 

L'udienza di Natale Hjorth davanti al tribunale del Riesame nel frattempo è stata slittata al 16 settembre, mentre i legali di Elder, reo confesso dell'omicidio, hanno rinunciato al ricorso al Tribunale della Libertà valutando la perizia psichiatrica. I nuovi elementi emersi saranno sicuramente utilizzati dai legali.

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