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Carabiniere ucciso, la denuncia al 112 nella notte del delitto: l'audio integrale

L'uomo al telefono denuncia il furto dello zaino da parte dei due americani accusati dell'omicidio di Mario Cerciello Rega

 

Due gli audio diffusi dall'Arma dei Carabinieri. Al telefono l'uomo che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe accompagnato i due americani accusati di aver ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, da un gruppo di pusher a Trastevere. Denuncia il furto dello zainetto, e racconta del ricatto fatto dalla coppia di 19enni, che in cambio della refurtiva avrebbe chiesto 100 euro. Lo scambio sarebbe dovuto avvenire all'appuntamento dove, al posto dell'uomo derubato, si sono presentati Rega e il collega, entrambi in borghese. (QUI LA RICOSTRUZIONE)

"Buonasera - afferma l'uomo - mi hanno rubato la borsa, sto a piazza Gioacchino Belli, però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto dei soldi e io, purtroppo, devo fare una denuncia, dentro avevo documenti, codice fiscale, patente, tutto. Se potete venire vi do il numero, se loro mi rispondono...se voi potete rintracciarli". E ancora: "Perché mi sono anche scappati, gli sono corso appresso con bicicletta, non li ho presi - continua - sono scappati a piedi". 

In un secondo audio il militare si mette in contatto con il numero di cellulare che ha chiamato il 112 per avere chiarimenti sull'intervento e sulle modalità con le quali eventualmente procedere. Risponde il ragazzo che gli ha prestato il cellulare, poco lontano da piazza Gioacchino Belli dove S.B. sta aspettando la pattuglia.

"Sono scappati - risponde il denunciante al carabiniere al telefono che gli chiede se i due siano ancora lì - hanno preso la borsa mentre stavo bevendo alla fontanella. Mi hanno detto se avevo 80, 100 euro - spiega ancora - gli ho detto che glieli avrei dati se me l'avessero riportata ma poi li ho visti scappare in una traversa, gli sono corso dietro con la bicicletta però non li ho presi".

"Allora le mando una pattuglia - lo interrompe il carabiniere al telefono - volevo sapere se erano ancora lì, in quel caso cercavo di mandare qualcuno in abiti civili". "No, no - assicura l'uomo - così riprovo a chiamarli, vediamo se li rintracciamo". "Intanto le mando la pattuglia li poi parla direttamente con i colleghi" chiosa il militare.

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