Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Il cane Giorgio ucciso a coltellate da due fratelli. La carcassa gettata in un torrente

I carabinieri hanno poi chiamato il servizio veterinario dell'Asl per il recupero della carcassa del dell'animale

Choc a Roma. Un cane, Giorgio il suo nome, è stato ucciso senza alcun motivo da due fratelli romani di 44 e 46 anni che poi hanno gettato la carcassa in un fosso di un torrente vicino alla stazione di Ponte Galeria a Roma. I due responsabili sono stati individuati e denunciati dai carabinieri.

È quanto accaduto ieri sera. A dare l'allarme il proprietario del cane, un cittadino romeno di 47 anni, senza dimora, che ha chiamato i carabinieri perché non trovava più il suo amico a quattro zampe. Esaminando i filmati del sistema di videosorveglianza la terribile scoperta.

La ricostruzione

Nelle immagini si vedrebbero due uomini - poi identificati per i due fratelli che gravitano anche loro nell'area della stazione - mentre si avventavano, forse con un coltello, sul cane. La carcassa è stata recuperata dai carabinieri di Ponte Galeria e affidata al servizio veterinario. Saputa la notizia in molti si sono listati a lutto. 

Giorgio era conosciuto da molti a Piana del Sole. Qualcuno gli portava anche cibo e acqua. "Non era il cane di nessuno, ma un cane amato da tantissime persone", scrivono i residenti: "Ora sarai libero e felice come ti meritavi di essere". I due fratelli sono stati denunciati per uccisione di animale.

La denuncia dell'Oipa

L'Oipa si è detta pronta a presentare una denuncia alla procura confronti di coloro che hanno ucciso il cane Giorgio. "Ora la comunità è sconvolta, così come lo siamo noi per l’ennesimo atroce gesto di chi infierisce su chi non può difendersi. Per questo motivo depositeremo in procura anche la nostra denuncia", si legge in una nota.

Gli autori di questa crudeltà rischiano fino a 24 mesi di reclusione, senza calcolare le eventuali aggravanti o il concorso con altri reati.

"Troppo poco, aspettiamo un inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, come promesso da diverse parti politiche", commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. "Soggetti che incrudeliscono contro gli animali sono soggetti pericolosi che possono tranquillamente passare dall’animale all’uomo. L’ordinamento dovrebbe considerare anche questo". 

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