Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Testaccio / Ponte Testaccio

Ponte Testaccio: il mercato biologico sopra il campo nomadi

Un insediamento abusivo nel municipio I: sotto Ponte Testaccio, ben visibili dal ponte sorge un insediamento tra tende, panni stesi e rifiuti

Tende, panni stesi sui rami degli alberi, bagni a cielo aperto, poltrone e divani abbandonati: questo il  panorama che da ponte Testaccio si ammira guardando il fiume dal lato del Mattatoio.

Un insediamento abusivo, neanche troppo nascosto, sorge tra gli alberi a pochi metri dal Farmer's market Roma, il mercato biologico e dalla nuova area bonificata, risorta nel campo Boario dopo lo sgombero del Villaggio Globale e con l'innesto delle nuove iniziative ecologiche e culturali. Siamo a pochi metri da Porta Portese ma già in pieno Municipio I alle pendici di Testaccio. Qui sorge una realtà storica importante che ha a che fare con tutta l'area circostante, il mattatoio e lo spazio Boario. L'ex mattatoio, trasformato in parte nella facoltà di Architettura dell'Università di Roma III, in parte in museo e in parte in mercato biologico di produzione diretta: uno spazio restituito alla città e alle famiglie insomma.

Immediatamente accanto sorge la via che porta a quel che resta del Villaggio Globale di cui rimangono sostanzialmente i graffiti lasciati sui muri a ricordare la stagione dei concerti e delle notti un po' folli al “Villaggio”. Intorno, tutto è stato ripulito: panchine, prato verde che porta verso il fiume e persino gli agavi e altre piante grasse. Ma basta poco: qualche passo verso il fiume e si scorge l'insediamento dei “senza terra e senza casa”. Armati di carrelli della spesa arrivano dal ponte e scendono giù verso l'argine del Tevere dove sono accampati con diverse tende.

Non hanno servizi igienici, strutture di supporto o logistiche: solo tende, rifiuti e oggetti presi dai cassonetti con cui riempiono i carrelli dei supermercati e che portano poi nell'insediamento. Difficile stabilire se siano “scampati” o scappati da uno degli ultimi sgomberi effettuato dal comune nei campi nomadi. Quel che è più semplice stabilire è la forte presenza in quel quadrante del Tevere di insediamenti di questo tipo, non sempre facili da scovare. Insediamenti che i residenti vivono come "storici" come quello di Ponte Marconi o come quello intorno alla ciclabile della Magliana dove, all'altezza de viadotto, arrivano a cancellare la ciclabile stessa.
 

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