Cronaca

Prosegue la protesta al Camping-doglio: attivisti pronti a sciopero della fame

Da una settimana sono sul tetto dei musei capitolini: “Siamo pronti anche allo sciopero della fame e della sete se non si troveranno soluzioni all'emergenza abitativa”. Il Sindaco: “Pronti al confronto, se finisce la protesta”

Il Campidoglio è diventato il “Camping-doglio”. Da una settimana lo vivono in pianta stabile, lo guardano dall'alto, dominando la città che chiedono solamente di abitare in una casa. Sono gli attivisti dei movimenti di lotta per la casa in agitazione da martedì scorso, quando è  stato sgomberato il Regina Elena.

Oggi hanno annunciato che la loro protesta proseguirà e si inasprirà ulteriormente perchè hanno detto di essere “pronti anche allo sciopero della fame e della sete se non si troveranno soluzioni all'emergenza abitativa”.

Oltre al presidio sul tetto dei musei capitolini, circa un centinaio continuano il presidio in piazza Madonna di Loreto dove è stata allestita una vera e propria tendopoli. Nel pomeriggio è previsto un incontro con il prefetto. “Discuteremo”, spiega Bartolo Mancuso di Action, “le soluzioni alternative per  gli sgomberati del Regina Elena e per la nostra ultima occupazione di via delle Rupicole, a Torre Maura, che il prefetto ci ha chiesto di lasciare. Noi siamo disponibili ma anche in questo caso devono presentarci delle alternative dignitose".

"La prosecuzione della nostra protesta”, gli fa  eco Paolo Divetta dei blocchi precari metropolitani, “dipenderà  molto dall'esito di questo incontro”.


Da parte del Sindaco Alemanno in mattinata è stata espressa disponibilità al confronto a patto però che si ponga fine alla protesta: “C'è la disponibilità a confrontarci ma quando questo tipo di protesta sarà terminata. Il problema è affidato al prefetto che sta cercando uno sbocco positivo. L'idea che andare sul tetto, tra l'altro rivendicando cose sostanzialmente illegali come le occupazioni, possa servire ad aprire un confronto è però sbagliata. La risposta al problema della casa deve essere uguale per tutti non solo per chi occupa ma soprattutto per chi non ha voce".

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