Camorra a Roma: spaccio e recupero crediti nelle mani de "I napoletani del Tuscolano"

Sono 61 le ordinane di custodia cautelare nei confronti dei sodali del clan di Domenico Pagnozzi, reggente della camorra nella zona sud est della Capitale per conto di Michele Senese

I risultati della Operazioen Tulipano sono stati presentati al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma

Si definivano i "Napoletani del Tuscolano", per indicare la loro zona di competenza e la riconoscibilità del loro spessore criminale. Un’organizzazione criminale “autoctona”, strutturata secondo un modello tipico della malavita organizzata romana e operante prevalentemente nell’area sud della Capitale, con la sua roccaforte nelle zone della Tuscolana e di Cinecittà. Alla guida dell'associazione di tipo mafioso prima il boss Michele Senese, stanziato a Roma nei primi anni '80 a caccia dei 'Cutolianì' con i sodali della Nuova Famiglia della Camorra di Carmine Alfieri, e poi Domenico Pagnozzi, detto 'Mimì o professore' subentrato come "reggente" all'associazione di tipo mafioso operante nell'Urbe a partire dal 2005.

OPERAZIONE TULIPANO - Il sodalizio criminale è stato smantellato dai carabinieri nell'ambito delle Operazione Tulipano.  I Militari dell'Arma che hanno eseguito 61 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, fittizia intestazione di beni, illecita concorrenza con violenza e minacce, illecita detenzione di armi, riciclaggio e altro, con l’aggravante delle modalità mafiose e, per essere, dell’associazione armata.

OMICIDIO CARLINO - In particolare il riconoscimento della caratura criminale dei 'Napoletani del Tuscolano' ha preso spunto dall'omicidio di Giuseppe Carlino, avvenuto a Torvajanica il 10 settembre del 2001 in relazione al quale sono stati condannati con l'ergastolo, Michele Senese e Domenico Pagnozzi, riconosciuti dai giudici quali mandante ed esecutore del delitto.

CARATURA CRIMINALE - La realizzazione dell’omicidio Carlino contribuì infatti in modo significativo a rafforzare il prestigio criminale mafioso di Michele 'O' Pazz' e del suo gruppo sul territorio romano, consolidando ulteriormente il rapporto di alleanza tra questi e il gruppo camorristico di Domenico Pagnozzi con cui, secondo alcuni collaboratori di giustizia, vi era da tempo un accordo che prevedeva lo “scambio di favori di sangue” di cui la compagine camorristica romana del Senese si avvaleva per reperire i killer necessari per compiere gli omicidi sulla Capitale.

PIAZZE DELLO SPACCIO - Tra gli affari dell'associazione mafiosa del clan Pagnozzi lo smercio di sostanze stupefacenti con i 'Napoletani del Tuscolano' che rifornivano e gestivano importanti piazze dello spaccio della Capitale quali Borghesiana, Ponte di Nona, Tor Pignattara, il Pigneto, Centocelle, il Quarticciolo e naturalmente la zona della Tuscolana e di Cinecittà.

ARRESTI E SEQUESTRO PREVENTIVO - Un sodalizio criminale ben stutturato che riciclava i proventi delle proprie attività del 'Mondo di Sotto' in attività commerciai  pulite tra negozi, bar, immobili di pregio, rapporti bancari e società operanti anche nei New Media. Un 'tesoretto' sequestrato preventivamente dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A. di Roma, con i carabinieri che hanno posto i sigilli a beni per oltre 10 milioni di euro.

RECUPERO CREDITI - La caratura criminale del Clan Pagnozzi è inoltre indicata nel riconoscimento da parte del sottobosco criminale della città, tanto da affidarsi ai "Napoletani del Tuscolano" per riscuotere i crediti usurai anche per conto terzi.

CONSORTERIE CRIMINALI - Inoltre si è accertato come il clan Pagnozzi avesse rapporti di affari criminali con altre consorterie, anche di tipo mafioso, alcune operative sulla Capitale, altre in Campania e in Calabria ed ambisse ad allargare i propri orizzonti in altre zone della Capitale.

LA PRIMA FASE DELLE INDAGINI - La prima fase delle indagini della Operazione Tulipano è stata illustrata questa mattina al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma alla presenza del Comandante Salvatore Luongo, del Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma Michele Prestipino e del comandante del Reparto Operativo dell'Arma dei carabinieri di Roma Lorenzo Sabatino

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