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Cronaca

Unabomber ancora in azione: in 24 ore altri 4 pacchi postali esplosivi. I casi ora sono 9

Ferita alle mani una donna a Fabrica di Roma. Altri tre plichi intercettati a Ronciglione, Tivoli e Fiumicino

Da Roma alla provincia di Viterbo. 'Unabomber 'cambia destinatari e recapita quattro buste esplosive a Fabrica di Roma, Ronciglione, Tivoli ed al centro smistamento postale di Fiumicino. 

Quattro pacchi bomba in 24 ore. Ultimi due in ordine cronologico al Centro Smistamento Poste di via Capannini a Fiumicino e al centro smistamento postale di via Empolitana a Tivoli. Insospettiti dalle buste in entrambi i casi è stata allertata la polizia con l’arrivo sul posto degli artificieri, degli agenti dei commissariati di Tivoli e Fiumicino e della polizia scientifica. 

Pacchi di stamattina che seguono altri due recapitati ieri nella Tuscia. Esploso quello indirizzato a Fabrica di Roma, a farne le spese è stata una donna, rimasta lievemente ferita alle mani e trasportata in ospedale. Il secondo pacco bomba di ieri è stato invece intercettato alle Poste di Ronciglione, e consegnato all’Autorità Giudiziaria prima che potesse esplodere. 

Sui due casi di Viterbo stanno svolgendo accertamenti i Carabinieri del Nucleo Investigativo della Compagnia viterbese sotto l’egidia della Procura di Roma che sta già sta svolgendo accertamenti sulle precedenti cinque buste esplosive recapite a Fiumicino, Roma e Palombara Sabina nelle ultime due settimane. 

Stesso plico, stessa mano, stesso contenuto. Tutte e nove le buste esplosive sarebbero state confezionate dalla stessa mano, aspetto sul quale gli investigatori e gli inquirenti hanno numerosi riscontri. Prima dei due plichi esplosivi di Viterbo a chiamare i carabinieri era stato un 54enne, portiere in un condominio di Ponte Milvio, a Roma Nord.

Ricevuto il pacco nella sua casa di Palombara Sabina, Comune della provincia di Roma, insospettito dal mittente, un nome di donna sconosciuto con il medesimo cognome del destinatario, l'uomo ha subito allertato i carabinieri della vicina caserma del Comune della provincia sabina, con i militari che lo hanno messa in sicurezza accertando la natura esplosiva della busta.

Messo in sicurezza il plico, sul caso indagano i Carabineiri del ROS e la Squadra Mobile. Salgono infatti a nove le buste esplosive recapitate a Roma, provincia ed a Viterbo dallo scorso primo marzo quando le prime tre buste ferirono altrettante donne al centro smistamento delle Poste di Fiumicino, a Colle Salario ed alla Balduina.

Il giorno dopo, il 4 marzo, un quarto pacco esplosivo, recapitato in casa di un uomo in via Cardinal Sanfelice all'Aurelio. Memore da quanto accaduto poche ore prima, il destinatario avvertì però i carabinieri consegnando il plico agli artificieri, che poi accertarono la natura esplosiva del pacco.

Nove buste esplosive confezionate alla stessa maniera, presumibilmente dalla stessa mano. Plichi che si presentato ai destinatari con busta A4 gialla e l'utilizzo di una scatolina in legno contenente un innesco attivabile all'apertura, contenente delle quantità di esplosivo atte ad offendere ma non ad uccidere. Elementi che al momento inducono la Procura a seguire tutte le ipotesi, dando maggiormente peso alla pista anarchica antimilitarista. 

Quasi assodata l'ipotesi che le buste esplosive siano state preparate da una stessa persona. Gi inquirenti procedono per "attentato con finalità di terrorismo" e "lesioni personali", continuando a battere la pista anarchica e antimilitarista. Sugli episodi non è arrivata ancora alcuna rivendicazione.

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