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Buste esplosive, plichi gialli e senza timbro postale: ecco il pacco diventato una bomba artigianale

Ai microfoni di 'Chi l'ha visto?' parla la figlia di una delle donne che hanno ricevuto il pacco bomba e i vicini: "Ingannata dal nome del mittente sulla busta, era una conoscente su Facebook"

La Procura di Roma indaga per "attentato con finalità di terrorismo e lesioni" in relazione ai tre plichi bomba inviati a tre donne, tutte ferite e fortunatamente non in gravi condizioni.

Al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista e chi indaga punta anche ad accertare se esistano legami tra le tre persone destinatarie delle buste. Dai primi accertamenti della Digos sembrerebbe che le destinatarie dei plichi non si conoscessero tra di loro. 

Buste esplosive a Roma: le indagini

Tra le tre donne destinatarie dei plichi esplosivi c'è anche un'epidemiologa ex dipendente dell'Università di Tor Vergata. Il pacco a lei indirizzato è esploso domenica sera al centro Smistamento Poste di via Cappannini, a Fiumicino dove un'impiegata è rimasta ferita alle mani e al viso.

Alle 18.30 di lunedì un'altra busta è esplosa in via Piagge, nel quartiere romano di Colle Salario, in un'abitazione privata ferendo un'impiegata dell'Inail 54enne, mentre la terza è arrivata in un'altra abitazione in via Fusco, alla Balduina, e ha ferito una 68enne ex dipendente dell'Università del Sacro Cuore. Dalla quantità di esplosivo contenuta nei plichi inviati è emersa la volontà di fare male, ferire, ma non uccidere. 

Possibili altre buste esplosive nella Capitale

Inquirenti e investigatori non escludono che possano esserci altri plichi esplosivi in circolazione come i tre pacchi bomba esplosi. E' quanto emerso al termine di un vertice in Procura fra il procuratore aggiunto Francesco Caporale, il pm Francesco Dall'Olio e gli investigatori dei carabinieri del Ros e della Digos di Roma. Sono state allertate anche le Poste Italiane per effettuare controlli specifici. 

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Come sono fatte le buste esplosive

Da quanto emerso le buste sono di quelle formato A4 gialle, con all'interno una scatolina in legno contenente l'innesco che si attiva all'apertura della busta. All'esterno nessun timbro postale e un nome, il "mittente", che nel caso delle tre vittime riportava quello di amiche di infanzia, persone presenti tra i contatti Facebook delle vittime. 

A dare qualche elemento utile, per descrivere quelle buste e la dinamica dei fatti, è stata la figlia di una delle donne colpite. La ragazza, ai microfoni di 'Chi l'hai visto?' ha raccontato quanto successo: "Mamma ha avuto la prontezza di aprire la busta sul balcone, ha scartato la carta, c'era una scatolina di legno ed è esploso tutto, si è ustionata le mani, il collo. Sul mittente c'era il nome di una sua compagna delle elementari che non vedeva da tempo". Il plico è stato lasciato sulle cassette delle poste. Sulla buste in nessun caso c'era il timbro postale.

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