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Cronaca

La banda di Tor Bella Monaca che smaltiva gli elettrodomestici usati nei terreni della periferia est

Quattordici le persone indagate. Sequestrata un'area di 1600 metri quadrati a Colle Prenestino

Un vero e proprio business. Un affare che viaggiava su un doppio binario: da una parte il ritiro dei grandi elettrodomestici una volta consegnati quelli nuovi, dall'altra la rivendita dei pezzi commercializzabili con successivo abbandondo e smaltimento illecito delle parti pericolose (e non) stoccate in box, magazzini e terreni della periferia est della Capitale e poi abbandonati pericolosamente in un terreno ed in un'area adiacente ad un fosso d'acqua, oltre che nei cassonetti dei rifiuti. A smascherare l'affare messo in piedi da una vera e propria banda con base a Tor Bella Monaca gli agenti del NAD (Nucleo Ambiente Decoro) della Polizia Locale di Roma Capitale. 

Il blitz al termine di due anni di attività con sequestro delle aree e dei rifiuti incriminati (perlopiù RAEE ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettroniche ed Elettrotecniche) martedì 14 settembre quando 80 agenti della municipale, coordinati dal sostituto procuratore Rosalia Affinito, hanno posto i sigilli ad un terreno privato a Colle Prenestino di proprietà di un 50enne residente in via dell'Archeologia, ritenuto il dominus dell'organizzazione. Sul posto anche gli ispettori Arpa. 

Quattordici le persone indagate (6 cittadini italiani, 4 romeni, 3 nigeriani ed 1 kosovaro), ognuno con un proprio specifico ruolo: c'erano gli autisti che ritiravano e portavano i rifiuti nei magazzini di stoccaggio, quelli che poi una volta cannibalizzati delle parti commercializzabili (motori, compressori, condensatori e cavi elettrici) li portavano nelle discariche illegali, chi si occupava di rivendere i pezzi buoni al mercato nero e chi, infine li smaltiva in maniera nociva a Colle Prenestino e Tor Bella Monaca.  

Business rifiuti Tor Bella Monaca

Ma come funzionava il business dei rifiuti? Secondo quanto accertato dall'Autorità Giudiziaria gli appartenenti all'organizzazione provvedevano (con ditte di distribuzione compiacenti) a ritirare frigorigeri, forni da incasso, lavatrici, lavastoviglie e mobili direttamente nelle abitazioni a cui venivano consegnati elettrodomestici nuovi. Il materiale ritirato però, invece di essere smaltito con tutte le autorizzazioni necessarie, veniva stoccato in diverse aree che si trovavano fra Tor Bella Monaca, Torre Angela, Rocca Cencia e Colle Prenestino. 

Gli eletrodomestici venivano quindi portati in un terreno di circa 1600 metri quadrati (di proprietà del 50enne ritenuto a capo del sodalizio), dove venivano smontati delle parti rivendibili. Una volta cannibalizzati gli elettrodomestici le parti non ricomercializzabili venivano quindi smaltite illegalmente soprattutto in un terreno di circa 1600 metri quadrati dove gli investigatori hanno trovato circa 1800 metri cubi di rifiuti urbani e speciali pericolosi e non pericolosi, apparecchiature elettriche ed elettroniche non bonificate delle componenti dannose per l'ambiente ed abbandonati nell’alveo e sugli argini del corso d'acqua Fosso di Tor Tre Teste, nella zona di Colle Prenestino.

Indagate le 14 persone sono al vaglio le posizioni dei punti vendita degli eletrodomestici che venivano consegnati ritirando quelli usati, alcuni dei quali sarebbero stati a conoscenza del business organizzato dalla banda dei rifiuti di Roma est. 

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