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Roma sotterranea: i bunker antiaerei un tesoro da riscoprire

Alla scoperta dei sotterranei di Roma, riemerge grazie bunkerdiroma.it la rete dei rifugi e bunker antiaerei voluti da Mussolini durante la seconda guerra mondiale

Roma è piena di segreti, il suo sottosuolo è una stratificazione di memorie antiche che percorrono secoli, millenni. Non sempre però bisogna ritornare all'età classica perchè si rivelino straordinari luoghi di storia. Basta tornare indietro all'inizio della seconda guerra mondiale per riscoprire km di tunnel, rifugi e bunker, una rete di strutture fortificate sotterranee; un segno della memoria di quei giorni in cui la capitale si scopriva vulnerabile e viveva la paura dei bombardamenti.

E allora, grazie al sito bunkerdiroma.it e alla "Guida ai Rifugi Antiaerei di Roma", curati con grande passione e lavoro dal giornalista Lorenzo Grassi (patrocinato della Provincia di Roma e il sostegno del Centro Ricerche Speleo Archeologiche-Sotterranei capitolino) ecco riemergere alla luce del presente quelli che per il regime fascista erano indispensabili infrastrutture di difesa, progettati per garantire la sicurezza dei vertici istituzionali politico-militari, della famiglia reale e per la popolazione romana. 
 
Nella Capitale sono documentati dodici tra rifugi e bunker antiaerei realizzati durante la seconda guerra mondiale, quasi tutti per volere di Mussolini. Tre sono a Villa Torlionia, gli altri nove sono sotto Palazzo Venezia, Villa Camilluccia, Palazzo Valentini, Complesso del Vittoriano, Palazzo Esercito, Palazzo degli uffici, Villa Ada, stazione Termini e la caserma di via Genova.
 

L'unico visitabile è quello di Palazzo Valentini che si interseca con il percorso delle "Domus Romane". Molto interessante invece è il complesso di Villa Torlonia, che fu residenza di Mussolini dal 1925 al 1943, due sono rifugi e uno è un vero e proprio bunker, voluto dal Duce ex novo, che ha forma cilindrica e ricorda i più moderni bunker antiatomici; chiuso alle visite nel 2010 per un problema di concentrazione di radon, dovrebbe essere riaperto a breve.

Una nota particolare lo merita invece il bunker di Termini, una copia della cabina di controllo della stazione, che doveva garantire il servizio ferroviario durante i bombardamenti. Una sala lunga 40 metri a 10 metri di profondità dove si rimane estasiati dalla consolle di comando con 730 leve elettromeccaniche che mandavano gli impulsi in superfice, un esempio indelebile della tecnologia di quegli anni. Sul Sito bunkerdiroma.it e sulla Guida sono inoltre illustrati, con documentazione inedita, anche altri rifugi 'minori' presenti a Roma, oltre alla mappa delle sirene antiaeree, ai bunker intorno la capitale e a quelli di origine più moderna.
 
Il progetto, figlio dello straordinario lavoro di ricerca e perseveranza di Lorenzo Grassi mira a sviluppare un patrimonio storico e architettonico dal valore inestimabile; un nuovo campo di studio, presente con tale consistenza storica solo a Roma e Berlino. Un intervento di recupero che altri paesi europei hanno già messo in atto e che Roma Capitale non può farsi sfuggire, un punto di partenza  da cui far nascere dei nuovi percorsi turistici che potrebbero diventare una grande risorsa per un rilancio del turismo dell'Urbe. 
 
 
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