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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Bullismo: gay ed immigrati nel mirino degli studenti romani

Una ricerca del Circolo Mario Mieli rivela che il 30% degli studenti romani è autore di violenze. Tra le vittime anche ragazzi che si comportano in modo "ambiguo" e persone grasse

Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato alla ribalta il tema del bullismo nelle scuole. L'accoltellamento al liceo Aristotele dell'Eur, la professoressa costretta all'ospedale dal petardo lanciato da uno studente a Casalbruciato ed ieri la rissa tra ragazze ad Anzio per un ragazzo conteso, hanno rivelato una faccia troppo spessa ignorata dei giovani romani.

Una ricerca del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ha fornito i numeri di questa violenza. Il 30% degli studenti romani  ha ammesso di aver preso parte almeno una volta ad atti di violenza e discriminazione.

Lo studio è stato effettuato su 862 studenti di cinque scuole superiori di Roma. Il dato interessante è che il comportamento violento è soprattutto rivolto verso immigrati (45%) e omosessuali (38%). Fra le vittime ci sono anche ragazzi che si comportano in modo "ambiguo", persone grasse e studenti che non riescono ad integrarsi in gruppi di amici.

La violenza e la discriminazione sono attribuite principalmente a studenti maschi (82,3%), mentre gli episodi sono riconducibili a condizioni di disagio, come la dipendenza dalle droghe (59,1%) associata alla scarsa coesione del nucleo  familiare (56%).

Gli intervistati hanno risposto che nelle relazioni, per avere successo, conta di più avere coraggio (51,8%) ma per il 44,3% conta anche la bellezza. Un altro dato è quello sulla percezione del fenomeno da parte dei ragazzi: il 58% degli intervistati ritiene che nella propria scuola si verifichino atti di violenza e discriminazione.

A questo che è un vero e proprio allarme lanciato dal circolo omosessuale, sei istituti superiori di Roma hanno risposto con il progetto "Smontiamo i bullismi, impariamo a convivere", realizzato dallo stesso  circolo Mario Mieli. L'iniziativa prevede la presenza di quindici operatori volontari nelle scuole, coordinati da una  equipe di docenti e psicologi per contrastare anche fenomeni come machismo, omofobia e discriminazione.
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