Botte, minacce e violenze per farla prostituire: finisce l'incubo di una 30enne

In manette il suo aguzzino. La donna costretta a 'battere' sulle consolari del versante est della Capitale. L'uomo arrestato dagli agenti del GSSU della Polizia Locale di Roma Capitale

Picchiata, minacciata e costretta ad avere rapporti sessuali con il suo stesso aguzzino. Finisce l'incubo di una donna romena di 30 anni, obbligata a prostutuirsi sulle vie Prenestina, Collatina e Tiburtina da un suo connazionale di 40 anni.

UN ANNO DI INDAGINI - L'arresto dell'uomo al termine delle indagini iniziate circa un anno fa, che hanno preso il via durante un pattugliamento notturno per la repressione del fenomeno della prostituzione su strada, con gli agenti del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU) della Polizia Locale di Roma Capitale, che hanno raccolto la disperata testimonianza della giovane meretrice.

VIOLENTATA E COSTRETTA ALLA 'VITA' - La donna era venuta in Italia insieme all’anziana madre malata con la falsa certezza di aver trovato lavoro come cameriera d’albergo, invece, l’uomo che l’aveva portata a Roma, l’aveva dapprima costretta ad avere rapporti sessuali con lui e successivamente a prostituirsi.

LAVORO DEL GSSU - Immediatamente sono scattate le indagini e gli agenti, diretti dal comandante Maurizio Maggi, grazie a pedinamenti e intercettazioni, hanno accertato quanto denunciato dalla giovane. Questa notte gli uomini del GSSU hanno arrestato l’aguzzino, un romeno di quaranta anni, che per piegare le vittime alla sua volontà era solito minacciarle con strumenti affilati e riempirle di lividi, non disdegnando anche l'utilizzo dei cosiddetti 'giochi erotici'.

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