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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Borghesiana / Via della Capanna Murata

Petardo durante la partita, il responsabile incastrato dal Var

Il Comitato Organizzatore EIFA CalcioElite: "Cinque persone hanno poi riconosciuto l’autore del gesto"

Incastrato dal Var, ma anche da cinque testimoni. È stato individuato il teppista che lo scorso lunedì ha lanciato una bomba carta al termine della finale della Clausura Cup ferendo due calciatori. A renderlo noto il Comitato Organizzatore EIFA CalcioElite: "A  seguito dell’increscioso episodio, verificatosi (...) dopo la finale di Clausura Cup tra Seasport Iannaccone e Roma Soccer, con due giocatori della Seasport feriti dal lancio di un petardo nella zona antistante gli spogliatoi del centro sportivo La Borghesiana, il Comitato Organizzatore informa che il responsabile dell’accaduto è stato individuato grazie alle riprese video della partita, trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Circuito EIFA CalcioElite. Cinque persone hanno riconosciuto l’autore del gesto".

Bomba carta alla finale del torneo 

Secondo quanto ricostruito sino a questo momento il petardo al centro sportivo di via della Capannna Murata, alla Borghesiana, sarebbe stato lanciato da un tifoso che aveva assistito all’incontro fra la Asd SeatSport Iannaccone e Associati e la Roma Soccer club (vinto per 4 a 1 dalla Seasport) dagli spalti, che si sarebbe poi introdotto nell'area riservata ai tesserati delle due squadre a gara abbondantemente conclusa e dopo lo spegnimento dell’impianto di illuminazione. Ad avere la peggio due atleti della squadra vincitrice del torneo - un 31enne e un 38enne - ustionati al petto e alle braccia. I due vennero poi trasportati in codice giallo all'ospedale di Frascati e al policlinico Tor Vergata. 

Danno d'immagine 

A condannare il gesto antisportivo per primo era stato lo stesso Comitato Organizzatore: "È inammissibile e inaccettabile che un gruppo di persone esterne al Circuito, dopo aver seguito la gara dagli spalti, faccia irruzione nell’area antistante gli spogliatoi, lanciando materiale pirotecnico e ferendo alcuni tesserati - il primo comunicato diffuso -. Desideriamo manifestare totale solidarietà ai ragazzi rimasti vittime di tale follia, e andremo a fondo per identificare i colpevoli, che stanno arrecando, peraltro, un gravissimo danno di immagine all’intero nostro movimento".

Avversari sì, nemici mai

"Dal 2009, anni di nascita del Circuito, combattiamo ogni forma di violenza, selezionando le squadre partecipanti e prestando massima attenzione ai comportamenti, in linea con lo slogan che abbiamo adottato 'Avversari sì, nemici mai'  -  sottolineava ancora il Comitato Organizzatore EIFA CalciElite -. Proprio il clima di rispetto e aggregazione, improntato ai principi della lealtà sportiva, ci ha permesso di crescere e ottenere consensi in questi 14 anni di attività. Trasmettiamo tutte le partite dei nostri campionati in diretta streaming (anche quella di ieri sera, naturalmente) e siamo stati i primi a introdurre il VAR in ambito amatorale, con lo scopo di monitorare sempre quanto accade nelle nostre manifestazioni e impedire situazioni disdicevoli. Sensibilizziamo costantemente le squadre, invitandole a restare sempre nei parametri della civiltà. Non permetteremo a nessuno di vanificare il nostro impegno, né di mettere a rischio l’ incolumità dei nostri tesserati e di tutte le persone operanti all’interno del Circuito". 

Teppista incastrato dal Var 

"Auspichiamo che i responsabili dell’increscioso episodio, verificatosi ieri sera, ben oltre il triplice fischio dell’arbitro e quando le luci del campo erano già state spente, vengano identificati al più presto. Forniremo massima collaborazione agli inquirenti e abbiamo chiesto, naturalmente, disponibilità e trasparenza anche alle squadre per agevolare le indagini". Collaborazione fattiva che si è poi manifestata con l'individuazione del responsabile incastrato dal Var: "Il Comitato Organizzatore del Circuito EIFA CalcioElite, condannando fermamente l’episodio, si è subito attivato per visionare le immagini e facilitare il lavoro degli inquirenti. Ribadita anche l’estraneità ai fatti dell’asd Lodigiani, semplice locataria degli impianti di via della Capanna Murata 120".
 

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