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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca Fiumicino

Blue Whale a Fiumicino: 15enne salvata, la testimonianza della mamma

L'allarme lanciato da alcuni dirigenti scolastici di Fiumicino. Una mamma racconta la storia della figlia al sito della Adnkronos: "Insieme a lei anche quattro sue amiche facevano lo stesso gioco"

L'incubo del Blue Whale, il macabro gioco che porta i ragazzi adolescenti, a uccidersi al termine di una serie di prove di coraggio anche con atti di autolesionismo sbarca a Fiumicino. E' questo l'allarme lanciato da alcuni dirigenti scolastici che si sarebbero accorti di strani segni sulle braccia di alcuni ragazzi.

Decisiva nel salvataggio della quindicenne anche una sua amica di chat che avrebbe chiamato la polizia. La 15enne Sara, nome di fantasia, aveva deciso l'epilogo e doveva essere come quello di una delle prime vittime della Blue Whale. Oggi la quindicenne di Fiumicino deve la sua vita all'amica di chat che ha creduto alle sue idee suicide e ha chiamato la polizia raccontando tutta la storia. 

A raccontare la vicenda il sito della Adnkronos.  "Il telefono ha squillato all’alba – dice la mamma della ragazzina –. Ho risposto col cuore in gola perché ho pensato fosse successo qualcosa. Era un poliziotto che mi informava che mia figlia era nel gioco della Blue Whale".

"Mentre aspettavo che la polizia arrivasse a sequestrare il telefonino e il computer di mia figlia, senza essere vista ho preso il suo cellulare per accertarmi che quanto mi avevano appena raccontato fosse vero. Non sapevo neanche l'esistenza di questa Balena Blu. Insieme a lei anche quattro sue amiche facevano lo stesso gioco e avevano già superato il ventesimo giorno di sfida" continua la mamma di Sara al sito dell'AdnKronos.

Quando sono arrivati gli agenti è stata proprio Sara a raccontarsi. "Quello che è successo a mia figlia può accadere a chiunque. Lei è sicuramente fragile ed è quindi stata adescata in maniera più violenta".

La Polizia indaga. Il Comune di muove come sottolinea Paolo Calicchio, assessore alla scuola del Comune di Fiumicino: "Stiamo mettendo in piedi una macchina di ascolto e di supporto che possa aiutare i giovani. Stiamo accertando con la polizia le storie di cui siamo a conoscenza e cercheremo di intervenire nel modo più incisivo possibile. Chiedo ai genitori di vigilare maggiormente sui loro figli, sono fondamentali in queste dinamiche pericolose. Esistono situazioni difficili e dobbiamo monitorarle da vicino".

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