Blocco auto, FareAmbiente: "Provvedimenti tamponi inutili"

I blocchi delle auto sono "discriminanti nei confronti dei meno abbienti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Roma. "Consideriamo la decisione di bloccare il traffico nelle maggiori città italiane un provvedimento tampone, poco utile e discriminante per la classe meno abbiente". Lo dichiara Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente - Movimento ecologista europeo. "Fermare per poche ore il traffico cittadino infatti - continua Pepe - non risolve i gravi problemi causati dagli scarichi delle autovetture e contemporaneamente limita il diritto alla mobilità dei cittadini meno agiati che non possono permettersi le auto di ultima generazione la cui reale efficienza è stata più volte messa i dubbio da scandali internazionali (vedi caso VolksWagen)". "Secondo il rapporto Ue - sottolinea - quasi mezzo milione di morti l'anno per inquinamento in Europa e, la stragrande maggioranza di questi, sono dovuti a quello provocato dalle auto, quindi anziché pensare a una forma di mobilità sostenibile sia a livello pubblico che privato, le autorità nazionali e cittadine non trovano niente di meglio che penalizzare gli spostamenti dei meno benestanti". "Chiediamo un incontro al prossimo ministro dei trasporti, chiunque esso sarà - conclude Pepe - e ai sindaci delle città che hanno attuato questo provvedimento, a cominciare dal sindaco Raggi a Roma, per illustrare loro il piano di mobilità sostenibile e di facile realizzazione messo a punto da FareAmbiente, associazione che ha particolarmente a cuore tale argomento e da anni si batte a tal proposito, ricordo che siamo stati promotori nel 2009 di una proposta di Legge per favorire la diffusione dell'auto elettrica, approvata poi con troppe modifiche all'interno del decreto di competitività varato nell'agosto del 2012 dal governo Monti e, di una seconda proposta presentata da 30 deputati il cui primo firmatario è Oreste Pastorelli che prevede forti incentivi per i taxi elettrici. A questo proposito fu sottoscritto anche un protocollo d'intesa con l'Uri (unione radiotaxi italiani)".

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