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Mezzogiorno anticontraffazione al Pigneto: 120 uomini assediano il quartiere

Quartiere blindato e colonne di forze dell'ordine schierate come se si andasse in guerra. "L'intervento", spiega la Finanza, "ha permesso di sottoporre a sequestro migliaia di articoli "taroccati"

Ottanta finanzieri, venti carabinieri, venti poliziotti. Nove blindati della finanza, quattro dei carabinieri, diverse auto della polizia e il supporto di 2 squadre di vigili del fuoco. Dall'alto, a monitorare il tutto, un elicottero che ha volteggiato sul quartiere per due ore e mezza. I numeri raccontano lo spiegamento di forze messo in campo questa mattina al Pigneto per mettere a segno un'operazione anticontraffazione. Doveva essere questa la notizia, ovvero il primo intervento del protocollo anti 'tarocco'. Invece il quartiere blindato e le colonne delle forze dell'ordine schierate come se si andasse in guerra, hanno creato panico e smarrimento.

Sono le 12.00 quando all'improvviso nel triangolo fra via l’Aquila, via Casilina e la omonima Circonvallazione si scatena l'inferno.  Un maxi blitz che paralizza la zona. Un'autentica colonna di mezzi di forze dell'ordine percorre la Prenestina per entrare poi nel quartiere che di fatto finisce in pochi minuti sotto assedio. L'isola pedonale si trasforma in una trincea, piena di blindati e forze dell'ordine schierati. "Che succede?", chiede una ragazza disorientata. "Mezz'ora fa sono stata al mercato, ora torno e trovo questo casino. Che è successo? Hanno ammazzato qualcuno?".

Già, che è successo. Se lo chiedono in tanti. Si pensa ad uno sgombero. Il pensiero va a via Campobasso. E' un attimo e sulle radio, sui social e sui siti si diffonde la voce di un blitz, proprio lì, dove già più volte la comunità senegalese è stata mandata via. Sono le 12.40 quando una velina della Guardia di Finanza svela il mistero. E' un'operazione anticontraffazione che giunge a nemmeno 48 ore dalla stipula del "Protocollo per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi e per la tutela della concorrenza".

"L’intervento", spiega la Finanza, "ha permesso di sottoporre a sequestro migliaia di articoli "taroccati" e denunciare i responsabili della parte logistica e commerciale della filiera". Cosa accadeva tra le strade e i palazzi del Pigneto per giustificare un tale spiegamento di forze lo spiegano le stesse fiamme gialle: "Grazie ad una perfetta organizzazione funzionale, i denunciati erano in grado, in pochi minuti, di trasformare le cantine e le stanze adibite allo stoccaggio delle merci in veri e propri 'bazar del falso'.

Numerose le perquisizioni e i sequestri in diverse strutture del quartiere. In via Campobasso, nell'ultima palazzina in fondo, sono intervenuti i vigili del fuoco che con l'ausilio di motoseghe hanno aperto la strada all'intervento dei finanzieri.

Soddisfatto il sindaco Marino che poche ore dopo ha dichiarato: "Apprendo con soddisfazione del blitz anti contraffazione di oggi di finanzieri, carabinieri e agenti di polizia al Pigneto. L'operazione arriva a due giorni dalla firma del protocollo con il Campidoglio, un protocollo che ha come obiettivo una collaborazione sempre più proficua con le forze dell'ordine per dare una risposta reale al reato di contraffazione. Sono particolarmente felice del fatto che questa operazione ha avuto luogo al Pigneto, quartiere su cui stiamo intervenendo per decoro e qualità della vita".

E gli abitanti del Pigneto? Dopo lo smarrimento iniziale, appresa la notizia che si trattava di un'operazione anticontraffazione hanno commentato in maniera sarcastica. "Certo, l'emergenza del Pigneto sono le borsette false", ride una mamma con un passeggino di fronte ai finanzieri. E ancora: "Non un'operazione contro lo spaccio, ma contro i falsi. Queste sì che sono priorità".

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