Pigneto: blatte ed insetti in cucine e macellerie, chiusi ristoranti e minimarket

Otto gli esercizi commerciali multati e sigillati dalla polizia, tra loro anche bar e pub per motivi di ordine pubblico

Immagine di repertorio

Due minimarket gestiti da cittadini bangladesi ed altrettanti ristoranti cinesi chiusi per gravi "carenze igienico sanitarie", oltre ad altri quattro locali, tra pub e bar frequentati, abitualmente da pregiudicati e persone ritenute "pericolose". Al centro dell'attenzione della polizia il quartiere del Pigneto dove sono continuati nelle ultime settimane i controlli straordinari di poizia amministrativa disposti dal Questore di Roma nella zona di competenza del commissariato Porta Maggiore. 

MINIMARKET IN VIA ASCOLI PICENO - Agenti del Commissariato unitamente ad Ispettori della  Asl Roma C, hanno effettuato mirate ispezioni presso numerosi esercizi pubblici ed attività commerciali, riscontrando numerose violazioni delle norme sul collocamento dei lavoratori, nonché, su quelle in materia igienico sanitaria e nella  disciplina di esercizio in genere. Nel particolare, due locali di commercio e macellazione carni, vendita generi alimentari e gastronomia, ubicati in via Ascoli Piceno, gestiti da cittadini del Bangladesh,  hanno subìto l’immediata sospensione dell’attività, ad opera di personale del Servizio Ispettivo degli Alimenti di Origine Animale dell'Asl  a causa delle gravi carenze igienico sanitarie riscontrate (presenza di insetti e sporcizia diffusa). 

RISTORANTI CINESI - Analogamente, due esercizi di “ristorazione cinese” sono stati sottoposti a chiusura per la numerosa presenza di insetti e blatte nelle aree di preparazione e somministrazione di alimenti e bevande. I titolari sono stati anche denunciati all’Autorità Giudiziaria per favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, poiché nel corso dell’ispezione venivano identificati lavoratori cinesi clandestini, sprovvisti di titolo di soggiorno sul territorio nazionale. 

MULTE PER 24MILA EURO - Nei confronti dei titolari si procedeva penalmente anche per frode in commercio, per avere somministrato alla clientela, spacciandoli per freschi, prodotti in realtà congelati e comunque difformi da quelli indicati nei listini; agli stessi venivano contestate violazioni amministrative per trasgressioni alle norme di esercizio per un importo complessivo di 24000 euro.

BAR E PUB - Inoltre, ben quattro esercizi pubblici (bar, pub e mini market) hanno subìto provvedimenti di chiusura (sospensione della licenza da 7 a 45 giorni) con provvedimento emesso dal Questore di Roma (ex art. 100 TULPS) per motivi di ordine pubblico, in quanto frequentati abitualmente da persone pregiudicate e pericolose e ritenuti, in riferimento a quanto accertato al loro interno, luoghi pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

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DROGA NEL BAR - In particolare, all’interno di un Bar, con l’ausilio di unità cinofile, si  rinvenivano sostanze stupefacenti, mentre alcuni avventori, venivano sorpresi in stato di ubriachezza provocata dall’indebita somministrazione di alcool da parte degli stessi gestori. Proprio al fine di contrastare fenomeni di degrado legati allo smodato consumo di alcool sono stati effettuati specifici servizi, volti a garantire l’osservanza dell’ordinanza comunale c.d. antialcool, per effetto dei quali sono state elevate numerose sanzioni amministrative, sia nei confronti di gestori di pubblici esercizi che di consumatori, per un importo pari a 2600 euro. 
 
QUINDICI LOCALI CHIUSI NEL TEMPO - Nel periodo estivo, solo nell’area del quartiere Pigneto, sono stati chiusi temporaneamente, con sospensione delle relative licenze, ben 15 locali, di cui 8 per motivi igienico sanitari e 7 per motivi di ordine e sicurezza pubblica (art. 100 TULPS), nonchè elevate sanzioni per illeciti amministrativi, per un importo totale di 80000 euro. 

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