Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Blackout a Roma, farmaci e cibi nei frigoriferi sono da buttare. Generatori di corrente per limitare i danni

Segnalazioni da tutti i quartieri. I più danneggiati sono i cittadini costretti a utilizzare farmaci medicinali da conservare a basse temperature. In molte strade intanto Areti è intervenuta con i generatori

L'emergenza non è finita. La narrazione, quella della città reale, la fanno ancora una volta i cittadini. Vittime - in questo caso più che mai - di una serie di disservizi che da giorni stanno colpendo la città. A Roma, infatti, i blackout continuano. Abbiamo raccontato nelle ultime ore di come (quasi) tutti i quartieri della Capitale siano rimasti senza corrente elettrica, delle proteste dei residenti con i cassonetti a bloccare la strada, delle condizioni di disagio in cui hanno vissuto persone come Vanessa, una donna incinta al nono mese e Roberta una donna invalida al 100%, ma anche dei problemi che hanno avuto i commercianti di Roma est.

A oggi molti cittadini sono tornati a respirare, a riaccendere i loro condizionatori, ad alzare di nuovo le proprie serrande dopo oltre 15 ore senza corrente. Ma i problemi, però, in città restano. Le segnalazioni, dalla giornata di giovedì e anche questa mattina, continuano ad arrivare alla nostra redazione. Areti e Acea stanno lavorando per eliminare il disservizio e in attesa della normalità, nei casi al limite, si sta utilizzando come rimedio dei generatori esterni. Unità che permettono di alimentare palazzi, uffici e negozi e dare un po' di sollievo.

Un generatore, per esempio, è stato messo nella borgata Arcacci, a Torre Angela, dove per più di dieci giorni le imprese nel quadrante compreso tra via Torrenova, via Bitonto, via Terlizzi e via Monopoli hanno lavorato a malapena. Ma non tutti sono stati - per così dire - così fortunati. E per qualcuno è iniziato il tempo di bilanci e della conta dei danni, con frigoriferi e freezer pieni di cibo ormai da buttare. 

Davide, invalido pluripatologico

Davide, vive a Giardini di Corcolle. È un ragazzo con invalidità, pluripatologico. Per lui sono state ore difficili: "Dovendo osservare diverse terapie, la notte la passo sveglio e già da un paio di mesi si verificavano gli stacco-attacco della corrente improvvisi in orario notturno, tanto che il mio frigo ebbe problemi. Così un mese fa circa, ben prima del sovraccarico scrissi al Social Care di Acea che si disse dispiaciuto dell'avvenuto. Da tre giorni nel nostro quartiere si è verificato l'inenarrabile. Abbiamo buttato la spesa, e io posso nutrirmi solo di alimenti freschi. A me è andata a male una intera scorta di alimenti a fine medico e farmaci refrigerati".

Davide racconta di aver fatto una segnalazione, tramite la sua famiglia, ai carabinieri, alla protezione civile e Areti: "Ho scritto anche al Codacons. In nessun caso è stato possibile ricevere un piccolo generatore o un contenitore stantio per refrigerare le medicine. Fatto sta che, dopo questi giorni a 48 gradi di picco, mancata nutrizione, mancate cure e con stacchi energetici di 8 ore e impossibilità di conservare spesa e medicine, la mia salute ha battuto cassa e i peggioramenti mi hanno fatto perdere i sensi e cadere malamente. Sono stato soccorso dalla Asl Rm2".

Ora Davide dovrà fare una radiografia al gomito, un elettrocardiogramma e una visita specialistica per il peggioramento avuto. "Penso a quanti possano stare nella mia condizione, nel silenzio assordante, a coloro che stanno attaccati a macchinari di supporto. Senza contare che per una famiglia che spende per cure, assistenza e cibi speciali, questi ennesimi esborsi sono una coltellata".

"Non sappiamo come conservare l'insulina"

La storia di Davide non è l'unica. Arianna racconta delle difficoltà che stanno vivendo al Villaggio Prenestino: "Abbiamo interruzione di energia elettrica dal 17 Luglio di cui l'ultima da 15 ore. Per l'emergenza caldo dicono di stare in casa, ma non funziona niente. In particolar modo il frigorifero. Ci sono persone malate in grave difficoltà. Non sappiamo come conservare l'insulina. Nonostante le varie segnalazioni di guasto Areti non interviene. Abbiamo contattato anche la polizia locale, la protezione civile e le forze dell'ordine. Nessuno fa nulla", è il grido della residente che sottolinea come le vie interessate siano via Fontecchio, via Montemitro, via Lettopalena, via Canosa Sannita e via Cupello".

E dallo stesso quartiere arriva anche il racconto di Chiara: "Nel nostro palazzo è il quarto giorno di seguito che la corrente salta e Areti non da risposta. Mio padre ha da poco avuto un infarto, sono ogni volta preoccupata. Veniamo lasciati soffocare ogni sera tanto che lasciamo fuori la macchina dal cancello per evitare di rimanere bloccati in casi di emergenza. Per non parlare del cibo buttato. Non si può vivere così".

A Tor Sapienza, Laura manifesta ancora il problema della mancata assistenza: "Non solo non ci dicono dove stanno intervenendo, ma posticipano di ora in ora il ripristino della corrente elettrica. Mercoledì sera ci è stato detto per le 23.30 poi per l'una. Abbiamo avuto le tapparelle bloccate, con due bambini piccoli, anche per tutto giovedì". Per non parlare del cibo: "Nel congelatore è tutto da buttare".

A San Basilio Francesca sta vivendo una situazione analoga: "Da ieri alle 17:30 siamo senza elettricità. Ho due bambini e stiamo morendo dal caldo. Non abbiamo il frigorifero funzionante e Areti non risponde al numero per sollecitare il gusto. Siamo distrutti dal caldo e dalla notte insonne, per non parlare del danno economico per la spesa i frigo e nel congelatore".  

Per segnalare problemi a RomaToday numero whatsapp 345 1709348. Indirizzo mail romatoday@citynews.it

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