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Biglietti tossici? Atac smentisce: "Non è vero. Tutto conforme a direttive europee"

La denuncia de 'Il Tempo' in seguito a una relazione tecnico-investigativa sui titoli di viaggio commissionata a un pool napoletano di esperti che ne rivelava la nocività

Nessuna tossicità per i biglietti Metrebus di Roma. A sentenziare è stata l'azienda capitolina del trasporto pubblico urbano in seguito alla denuncia del quotidiano 'Il Tempo' dello scorso 18 febbraio sulla base della relazione tecnico-investigativa commissionata dall'Atac a un pool napoletano di esperti e consegnata alla Procura di Romat.

LA DENUNCIA - Nell'articolo firmato da Valeria Di Corrado veniva data la notizia sulla nocività dei titoli di viaggio dovuta alla presenza di una sostanza tossica, il bisfenolo A. Numerosi studi, infatti, avrebbero dimostrato "l'effetto particolarmente nocivo di Bpa nei riguardi del sistema endocrino, in particolare l'apparato genitale maschile, e specialmente nei bambini e neonati, oltre che nella fase pre-natale". Si tratta di "un vero e proprio ormone sintetico a cui si associa la comparsa di numerose malattie: dal cancro al seno e alla prostata, fino a problemi di infertilità, infarto, obesità, disturbi emotivo-comportamentali nei bambini".

BPA BANDITA NEL RESTO DEL MONDO - Data la pericolosità della sostanza, nell'agosto 2010 in America è stata definitivamente bandita la fabbricazione di contenitori di cibi e bevande contenenti Bpa. A seguire anche il Canada, che lo ha dichiarato una sostanza tossica,e nel gennaio 2011 la Commissione Europea che ne ha proibito l'impiego nei biberon. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, ma lo scorso gennaio ha raccomandato di abbassarla a 0,005 milligrammi. Più drastica la posizione dell'Arpa dell'Emilia Romagna, secondo la quale "non esistono dosi-soglia al di sotto delle quali l'esposizione si possa ritenere sicura", per cui risulta "necessario contenere il rischio per la salute dell'uomo".

Inoltre, sempre secondo quanto riportato nell'articolo e nella relazione, "per la stampa dei biglietti di bus e metro viene utilizzata prevalentemente una carta termica prodotta in Germania e 'destinata a tirature molto modeste'". Peccato però che "il contratto siglato tra Atac e la tipografia Mecstar di Pomezia prevede una fornitura annuale di ben 116.120.000 titoli di viaggio". Una tiratura tutt'altro che esigua.

LA REPLICA - Immediata la replica di Atac che ha smentito categoricamente le accuse. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, infatti, i titoli di viaggio commercializzati sarebbero prodotti con una carta specifica che non contiene bisfenolo A, né alcuna sostanza della famiglie dei fenoli. Si legge in nota: "La carta termica è quella comunemente più utilizzata nel settore dei trasporti pubblici delle principali metropoli mondiali, per le sue qualità e caratteristiche e per il fatto che non contiene alcuna sostanza che possa arrecare danno alla salute delle persone che ne entrino in contatto, seppure in modo prolungato. Il materiale è inoltre conforme a tutte le Direttive CE in materia di salute e sicurezza".
 

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