Bici gettata nel Tevere: i due ragazzi si scusano, ma vengono iscritti nel registro degli indagati

Il 21enne e la sua amica di 24 anni si sono presentati al comando della Polizia Locale di Roma Capitale ammettendo le proprie responsabilità

A sinistra la bici lanciata nel Tevere (frame video). A destra alcune delle tante oBike gettate nel fiume

"Chiediamo scusa, abbiamo fatto una bravata". Queste le parole riferite dai due ragazzi che la notte dello scorso 29 giugno hanno postato una Instagram Stories mentre gettavano una bici del servizio oBike nel Tevere. Il video era divenuto virale sui social media con la Polizia Locale di Roma Capitale che aveva poi invitato chiunque avesse informazioni per rintracciare gli autori del gesto a fornirle agli organi competenti. Una indagine che ha dato i propri risultati nella giornata di martedì 3 luglio, quando i due sono stati identificati in un ragazzo ed una ragazza romani, rispettivamente di 21 e 24 anni.

Ragazzi gettano bici nel Tevere 

I due, convocati presso gli uffici del Comando Generale, si sono presentati nella mattinata di mercoledì 4 luglio presso la sede di via della Consolazione. I giovani hanno mostrato un atteggiamento collaborativo, manifestando la volontà di riparare al danno, ma per loro l'accusa resta di danneggiamento aggravato, per il quale ora dovranno rispondere davanti l'Autorità Giudiziaria. 

Gettano oBike nel Tevere: il video 

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Reato penale 

L'individuazione è stata resa possibile grazie ai dati presenti sui social network. I due, dopo aver spavaldamente postato il video del danneggiamento, una volta diventati famosi grazie alla viralità della rete, hanno cancellato i rispettivi profili. Troppo tardi però. Già, perché gli investigatori della Polizia Locale si erano già messi sulle loro tracce. Dovranno per questo rispondere di danneggiamento aggravato. Un reato penale quindi, più grave rispetto al danneggiamento semplice che avrebbe previsto invece una più mite multa. Per loro, a conti fatti, è possibile una pena ai lavori socialmente utili, così come previsto dal codice penale italiano. 

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