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Americano bendato in caserma, il premier Conte: "E' reato". La versione della procura

La foto diventa un caso e finisce sui principali media Usa. Salvini: "Unica vittima il carabiniere". Dalla procura di Roma: "Avviate indagini sulla foto. Interrogatorio avvenuto in maniera regolare"

Diventa un vero e proprio caso la foto di Natale Hjorth, uno dei 19enni accusati di concorso in omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, bendato all'interno della caserma dei carabinieri. L'immagine, oltre a provocare la condanna dell'Arma dei Carabinieri che da subito ha avviato accertamenti sull'accaduto, ha fatto il giro del mondo. Nei fatti è diventata una sorta di storia parallela a quella dell'omicidio, secondo molti in grado di rendere vana la confessione dell'omicidio avvenuta venerdì sera

Non a caso ieri il legale di Elder Finnegan Lee, Francesco Codini, ieri ha dichiarato: "Quella foto mi ha fatto davvero un brutto effetto. Oggi abbiamo provato ad andare in carcere per parlare con il mio assistito ma non è stato possibile: voglio capire cosa sia successo e se anche lui è stato bendato e legato".

Chi non sembra dare valore alla foto e all'accaduto è sicuramente il ministro Matteo Salvini che ieri, nelle ore in cui sui media statunitensi si definiva "atto illegale" l'accaduto, sul suo profilo facebook scriveva: "A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l'unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita". Una presa di posizione rumorosa, finita anche sui giornali Usa e la cui portata è stata nella serata di ieri depotenziata da una presa di posizione esattamente contraria da parte del premier Giuseppe Conte

Su facebook Conte verga un lungo post in cui spiega che "riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati. Parimenti censurabile è il comportamento di chi  ha diffuso la foto via social in spregio delle più elementari regole  sulla tutela della privacy", conclude il Premier. 

A provare a placare le polemiche una nota del Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi che spiega: "Ai fini dell'accertamento delle responsabilità disciplinari derivanti dall'uso di mezzi di costrizione su persona in stato di custodia e dalla diffusione di una fotografia della persona in manette, la procura generale ha avviato indagini disciplinari. Le informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Roma circa le modalità con le quali è stato condotto l'interrogatorio consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede". 

"Gli indagati sono stati presentati all'interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette - aggiunge Salvi - All'interrogatorio è stato presente un difensore. L'interrogatorio è stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti. Le indagini proseguono per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l'indagato e abbia ritenuto di tenere l'indagato in manette; si accerteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza" conclude la nota.  

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