Tredici colpi in sette mesi: decapitata la banda dei rapinatori di Rolex

I cinque avevano messo a segno una serie di rapine aggravate dall'uso di armi da fuoco. Il gruppo partiva da Napoli e agiva a bordo a coppie a bordo di due scooter

Una pericolosa banda di rapinatori in grado di mettere a segno almeno tredici colpi in sette mesi. L'obiettivo del gruppo era sempre lo stesso: gli orologi di valore, in particolar modo i Rolex. A mettere fine alle scorribande criminali nella Capitale gli investigatori della Squadra Mobile di Roma che dopo mesi di indagini hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale a carico di altrettante persone, ritenute resposanbili di una seria di colpi messi a segno a Roma tra il maggio ed il novembre del 2013, in zone notoriamente frequentate e abitate da persone benestanti.

CINQUE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE - In particolare, nella mattinata di oggi 4 aprile, gli agenti della Squadra Mobile diretti dal dottor Renato Cortese, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un quattro uomini di età compresa tra i 50 ed i 27 anni e di un 32enne già detenuto presso la casa circondariale di Poggioreale a Napoli.

INDAGINI DELLA SQUADRA MOBILE - Da tempo gli investigatori della Squadra Mobile erano sulle tracce della banda di origine partenopea che operava nella capitale con lo scopo di aggredire e rapinare i possessori di orologi “Rolex” e di altre marche di elevato valore. Le indagini hanno consentito di fare piena luce sui componenti e sulle attività illecite poste in essere dal sodalizio criminale compiutamente individuato grazie alla certosina visione di un nutrito numero di foto segnaletiche, di persone effettivamente dediti al settore specifico.

PARENTI E COMPLICI - Le investigazioni hanno consentito di accertare i nessi di parentela o di pregressa complicità nel crimine, nonché di ricercare le foto segnaletiche più recenti, incrementandone l’aggiornamento anche con nuove metodologie come ad esempio l’acquisizione di fotografie tratte da un noto social network.

RICONOSCIMENTI DA PARTE DELLE VITTIME - Tale attività è stata alla base dei riconoscimenti effettuati dalle vittime a partire dal mese di settembre 2013 nei confronti di i due primi soggetti napoletani riconosciuti con certezza, attività dalla quale era possibile avviare una intercettazione telefonica che permetteva di appurare come uno dei due si allontanasse in auto da Napoli con altri complci che, col passare del tempo, sono stati effettivamente riconosciuti come i protagonisti delle rapine e già risultati pregiudicati per reati specifici.

MODUS OPERANDI - Ed invero, dalle denunce presentate dalle vittime dei reati, si è anche appurato il modus operandi utilizzato dagli arrestati nel commettere le rapine; nella quasi totalità dei casi infatti, i malviventi individuavano le vittime viaggiando a bordo di due scooter - normalmente a coppia - facendo inoltre attenzione alla presenza di eventuali pattuglie delle Forze dell’Ordine.

STATUS SOCIALE DELLA VITTIMA - La vittima, scelta in base alla zona, al suo status sociale e all’autovettura di particolare valore ,veniva agganciata, seguita ed aggredita non appena si fermava al semaforo o nel parcheggio. L’aggressione avveniva mediante minaccia di un’arma da fuoco o con la simulazione di un incidente stradale (danneggiamento dello specchietto) dopodiché, ottenuto il bottino, i malviventi si davano a precipitosa fuga nel traffico cittadino.

I TREDICI COLPI ACCERTATI - Dettagliatamente, la Squadra Mobile ha compiutamente ricostruito ed imputato ai 5  destinatari del provvedimento restrittivo i seguenti eventi delittuosi: 23 maggio 2013, in viale Città d'Europa (orologio Audema Piquet); 7 giugno 2013, via Badia di Cava (orologio Rolex Sub-Mariner); 10 luglio 2013, via Umile (orologio Rolex modello Datejust in oro bianco, quadrante blu con ghiera in oro bianco); 10 settembre 2013, via Covoni, angolo via Ignazio Silone (orologio Rolex Datejust); 25 settembre 2013, via Tupini (orologio Rolex Datejust in acciaio con quadrante rosa e brillanti all’interno);25 settembre 2013 tentata rapina in piazzale Roberto Ardigò (orologio Rolex modello Datejust); 27 settembre 2013, via Paolo Rosi (orologio Rolex Oyster Perpetual acciaio ed oro con quadrante bianco); 2 ottobre 2013, tra via Rhodesia e viale dell'Oceano Atlantico (orologio Cartier); 4 ottobre 2013, viale Beata Vergine del Carmelo (orologio Rolex in acciaio); 17 ottobre 2013, parcheggio piazza Augusto Imperatore (orologio Rolex datejust); 22 ottobre 2013, via Rhodesia (orologio Rolex modello Air King); 22 ottobre 2013, via della Grande Muraglia (orologio Rolex in acciaio e oro); 11 novembre 2013, via Laurentina (orologio Rolex).

"SPARA-SPARA" - Da sottolineare, al fine di evidenziare la pericolosità dei malviventi, che nel corso della rapina avvenuta il 04 ottobre dello scorso anni in viale Beata Vergine del Carmelo, uno dei complici minacciava la donna con la pistola a bordo di uno scooter condotto dal complice, mentre un terzo aggressore gridava “Spara! Spara!”. Nel corso dei concitati attimi di terrore la malcapitata veniva aggredita e le veniva strappato l’orologio di valore.

ARRESTO A MARZO 2014 - Nel medesimo contesto d’indagine, il 23 marzo scorso, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 25enne, anch’egli rapinatore napoletano specializzato in aggressioni a mano armata ai danni di possessori di orologi di valore del tipo Rolex.

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RAPINE DAI DOMICILIARI - Va evidenziato, in merito a quest’ultima vicenda, la singolare capacità criminale del 25enne che, nonostante fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Napoli (comminatagli dal Tribunale di Varese per una rapina commessa in quella provincia) ha violato la misura, recandosi a viale Città d'Europa con il chiaro intento di commettere rapine insieme ad un complice. 28enne, anch’egli arrestato dalla Squadra Mobile capitolina.

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