Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Dallo spaccio ai furti nelle case di lusso: così la banda di Roma est colpiva grazie alle 'talpe'

Avevano messo in piedi un gruppo criminale che aveva come base logistica le zone di Tor Bella Monaca, Giardinetti e Ponte di Nona

La rotta della droga, quella dall'Albania fino a Roma passando per Bari, ha raccontato un nuovo capitolo. Proprio dal traffico di sostanze stupefacenti, infatti, una banda di pusher si è organizzata e reinventata diversificando i proprio affari. Non solo la compravendita di sostanze, ma anche i furti in appartamento. In quelli di lusso, nello specifico.

I furti negli appartamenti di lusso

Colpi messi a segno con operazione chirurgica che hanno portato la banda a rubare (e rivendere) gioielli, lingotti in oro, argenteria di pregio, orologi da oltre diecimila euro e collane.

Colpi che la banda composta da otto persone ha messo a segno nei quartieri della Roma "bene", ma anche della provincia della Capitale o in trasferta in città come L'Aquila, Sulmona, Latina, Frosinone e Viterbo. A ricostruire le loro mosse è stata la direzione distrettuale antimafia. A finire in manette cinque albanesi, due italiani e un macedone, tutti con base operativa a Tor Bella Monaca, Giardinetti, Ponte di Nona e Terni. 

La crisi del Covid

Una indagine che nasce da lontano ed è una costola dell'operazione 'Shpirti' che tra novembre 2019 e marzo 2020, disegnò la rotta della droga dell'Albania e la Puglia, con i traffici e i carichi che arrivavano a Foggia e soprattutto a Bari. Proprio da questa inchiesta gli investigatori e gli inquirenti sono arrivati alla banda di otto persone che smerciava droga, seguendo la strada che dal capoluogo barese arriva fino a Roma. 

La banda, durante il periodo del Covid, avrebbe avuto grosse difficoltà a rimediare droga da vendere e così si è reinventata diversificando gli affari. La dia ha lavorato e ha ricostruito decine di colpi (il numero è ancora al vaglio) tutti con lo stesso modus operandi. Furti commessi negli appartamenti di lusso, quasi sempre in orario notturno e dopo servizi di osservazione su obiettivi segnalati da terze persone coinvolte con il ruolo di "talpe". Spie che, a gettone, venivano pagate per la loro consulenza e le loro informazioni preziose.

La droga trovata

Un gruppo organizzato che poteva usufruire di una serie canali di ricettazione della refurtiva, rivenduta poi a Roma. Nel contempo lo spaccio continuava ad andare avanti. La dia di Bari, in collaborazione con la procura, ha accertato e documentato diverse cessioni di marijuana e cocaina avvenute tra Roma e Terni. Nonché la coltivazione di una piantagione di marijuana realizzata all'interno di una riserva naturale nel comune di Nazzano Romano, in provincia della Capitale.

Nell'esecuzione dell'ordinanza è stata recuperata diversa refurtiva in oro e argento, ma anche un chilo e duecento grammi di cocaina e marijuana e oltre 15 mila euro di denaro contante. Evidenza del fatto, secondo quanto appreso da fonti investigative, che il gruppo di pusher si era trasformato anche in una banda di ladri per diversificare gli affari.

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