Presa la banda della Golf: ecco come agiva la batteria dei rapinatori, terrore delle guardie giurate

Età compresa tra i 30 e i 60 anni, la banda è composta da 6 romani e 2 campani, ora tutti arrestati

Era diventata famosa come la banda della Golf. Una batteria di rapinatori vecchio stile: quasi tutti romani, con lo stesso modus operandi e con una sorta di firma, quell'auto usata in maniera pressocché esclusiva per fuggire dai luoghi dei colpi. A loro carico con certezza otto rapine. E otto sono anche i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti dalla Squadra Mobile in collaborazione con i Carabinieri. Un'attività complessa, frutto di intercettazioni, pedinamenti e rilievi scientifici. Disarticolato il sodalizio criminale, specializzato nelle rapine alle guardie giurate ed all’assalto di portavalori.

I reati contestati 

Ai componenti della banda, di età compresa tra i 30 ed i 60 anni sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di rapine, aggravate dall’uso delle armi in danno di portavalori, e di porto e detenzione illegale di armi e ricettazione. Nel corso delle indagini condotte dalla sezione “Rapine” della Squadra Mobile è stato possibile ricostruire le mansioni di ciascun arrestato, ognuno con specifici ruoli in seno alla banda. Una banda proiettata ad assaltare i portavalori e gli esercizi commerciali per rapinarli, operando sempre con il volto travisato, servendosi di armi ed utilizzando spesso per la fuga una Volkswagen Golf.

Video - La banda della Golf in azione

Come agiva la banda della Golf 

Dalle indagini svolte è stato possibile ricostruire la dinamica di otto rapine, portate a termine dagli arrestati servendosi del medesimo “modus operandi”, ovvero aggredendo la guardia giurata con al seguito le valigette portavalori, proprio in occasione delle consegne effettuate presso banche o esercizi commerciali, minacciandola con armi e privandola della pistola in dotazione, per poi asportare le cassette blindate contenenti ingenti somme di denaro e dileguarsi a bordo di un’autovettura, spesso rubata, che quasi sempre era appunto una VW Golf.

Le indagini 

Le investigazioni, corroborate dallo studio di innumerevoli traffici telefonici, da attività tecnica d’intercettazione e da servizi di pedinamento ed osservazione su strada, hanno permesso sia di fare luce su tutti i membri dell’intero organigramma del sodalizio criminoso che di ricostruire i quattro assalti alle guardie giurate con al seguito i portavalori e le altre quattro rapine consumate ai danni di esercizi commerciali, tutte portate a termine dai vari componenti della banda nel periodo ricompreso tra i mesi di agosto 2016 e marzo 2017, che hanno fruttato oltre 200.000 euro.

Il covo e i luoghi delle rapine 

L’associazione criminale, promossa, costituita e diretta da un pluripregiudicato campano 48enne gravitante nella Capitale, si serviva di una   base logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca sia per occultare armi e capi d’abbigliamento sia per progettare i “colpi” da eseguire nello stesso quartiere o in varie zone della Capitale quali Tuscolana, Casilina, Prenestina ed Acilia.

Gli altri componenti del gruppo, che ricoprivano mansioni diverse, dall’organizzare ed eseguire materialmente le rapine, al curare il procacciamento di mezzi di trasporto ed al custodire armi, munizionamento e materiale utilizzato dal sodalizio, sono tutti romani ad eccezione di un 33enne napoletano.

Gli arresti 

L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata in collaborazione con il personale dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Frascati (Roma) il quale, nello scorso mese di febbraio, nel corso di indagini condotte su alcuni  membri del sodalizio criminale, scaturite da un episodio di rapina consumata nell’agosto 2016 in zona Prenestino sempre con le medesime modalità, riusciva a scovare un vero e proprio arsenale della banda nel quartiere di Tor Bella Monaca, dove erano riposte numerose pistole ed un consistente munizionamento.

Grazie agli ulteriori e specifici accertamenti tecnici svolti dal RIS dell’Arma dei Carabinieri, una pistola sequestrata nel fortino del gruppo criminale risultava quella asportata proprio ad una guardia giurata in occasione di una rapina contestata agli arrestati.

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I componenti della banda di rapinatori, alle prime luci dell’alba di oggi, sono stati tratti in arresto e associati presso il carcere di Regina Coeli.

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