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Il commissariato di polizia Anzio-Nettuno

Il commissariato di polizia Anzio-Nettuno

Riciclaggio di auto rubate a Nettuno: sgominata banda violenta

I tre arresti nell'ambito della Operazione Cannibal. Le indagini cominciate in seguito ad un tentato omicidio perpetrato ad Aprilia in seguito ad uno 'sgarro' all'organizzazione

La base operativa era a Nettuno in un capannone utilizzato da un'organizzazione dedita al riciclaggio di autovetture dove le parti delle automobili venivano occultate dopo essere state rubate. Proprio a partire da un furto di pneumatici perpetrato nell'area del litorale sud della Capitale gli agenti della squadra investigativa del commissariariato di Anzio-Nettuno,  diretto dal dottor Mauro Baroni, sono riusciti a sgominare una banda di tre persone.

I FERMI - I fermi all'alba di oggi 10 aprile quando gli investigatori hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Latina nei confronti di un'organizzazione indiziata, in concorso tra loro di "tentato sequestro di persona", "violenza privata" e "lesioni aggravate" in danno di un cittadino romeno di 31 anni.

AGGRESSIONE AD APRILIA - Le indagini erano scaturite a seguito del ferimento di quest’ultimo a colpi di arma da fuoco, avvenuto ad Aprilia, in provincia di Latina, il 20 febbraio scorso, mentre tentava di sottrarsi al suo sequestro.  Gli investigatori, intervenuti sul posto, avevano accertato che l’aggressione, a cui avevano partecipato 7, 8 individui, era riconducibile al sospetto che il romeno avesse perpetrato un furto di pneumatici all’interno di un capannone, ubicato appunto a Nettuno, utilizzato dall'organizzazione per i suoi 'affari'.

SGARRO ALL'ORGANIZZAZIONE - Le successive indagini avevano permesso di accertare che il ferimento della vittima, che solo per puro caso era stata attinta ad un braccio e non nelle parti vitali, era maturato nell’ambito di un’organizzazione criminale, dedita al furto di autovetture di grossa cilindrata, perpetrati in particolar modo nella Capitale, successivamente sezionate per la rivendita dei pezzi di ricambio, probabilmente ad associati dell’est europeo. Emergeva, così, che la spedizione punitiva era stata organizzata per dare una lezione allo straniero autore dello “sgarro” all’organizzazione criminale.

COLPO DI PISTOLA -  L’intenzione dei malviventi era quella di sequestrare il 31enne, costringendolo a salire su una delle autovetture a bordo delle quali erano sopraggiunti nei pressi della sua abitazione, per poi  dargli una lezione, non riuscendo nell’intento per l’energica reazione della vittima predestinata che aveva avuto una forte colluttazione con gli aggressori, riuscendo  a scappare. Proprio mentre fuggiva, gli avevano esploso alle spalle un colpo di pistola, attingendolo ad un braccio.   

AUTO RUBATE IN UN CAPANNONE - All’identificazione di 5 componenti della banda dedita al riciclaggio di autovetture rubate, peraltro già denunciati alla Procura della Repubblica di Velletri, si era pervenuti a seguito del rinvenimento in due capannoni di 25 auto rubate ridotte in pezzi già selezionati e pronti per il trasporto clandestino verso paesi dell’est, per la successiva vendita da parte di malviventi locali, collegati all’organizzazione.

TRE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE - In uno dei capannoni era stata anche rinvenuta una grossa pressa idraulica, utilizzata per compattare i pezzi inservibili e facilitarne l’occultamento. Gli arrestati, un 74enne ed un 42enne entrambi di Aprilia ed un uomo di 60 anni si Sezze (sempre in provincia di Latina), a conclusione delle formalità, sono stati associati alla Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono al fine di identificare gli altri componenti della banda.

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