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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

"Bancarotta fraudolenta": in manette famiglia di imprenditori edili

Sequestrato anche un immobile in Brasile. Le indagini messe in atto dai finanzieri del comando provinciale di Roma

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno arrestato tre membri della famiglia Capriotti, il padre Enzo ed i fratelli Angelo e Roberto, noti imprenditori operanti nel settore edile in ambito nazionale e internazionale anche attraverso rilevanti commesse pubbliche per una bancarotta fraudolenta da 15 milioni di euro. Inoltre, è stato sequestrato un immobile in Brasile, acquistato con denaro distratto dalla società fallita.

INDAGINI COMPLESSE - Le complesse indagini per reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale avviate dal 2008, sono state eseguite dal nucleo polizia tributaria Roma della Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore aggiunto, Nello Rossi, e dal sostituto procuratore, Stefano Fava, della Procura capitolina. L'attività investigativa ha fatto emergere ingenti distrazioni patrimoniali per un totale di circa 15 milioni di euro in danno dei creditori della Sie Costruzioni Generali spa, fallita nel 2011, operante nel settore delle costruzioni.

FALLIMENTO DI 4 SOCIETA' - Gli indagati, secondo la ricostruzione investigativa, hanno scientemente portato al fallimento 4 società del gruppo - fra cui la Sie Costruzioni Generali spa - e per dissimulare le proprie responsabilità ostacolando la riconducibilità della effettiva gestione delle imprese, avevano predisposto assetti proprietari ed amministrativi di comodo con l'interposizione di soggetti compiacenti quali "prestanome".

BAD COMPANY - Le indagini sono state svolte anche mediante l'approfondita analisi di numerosi conti correnti bancari e la perquisizione delle sedi societarie, tutte concentrate presso il medesimo indirizzo, vera e propria sala di regia del gruppo di imprese. Gli investigatori si sono concentrati sulla disinvolta e spregiudicata gestione delle società disvelando l'intento, non riuscito grazie alla tempestività delle indagini, di creare una bad company da trasferire in Brasile cui attribuire tutti i debiti accumulati nel tempo, attraverso la fusione per incorporazione di ulteriori 5 società, tra l'altro gravate da ingenti debiti tributari accertati anche attraverso verifiche fiscali condotte sia dalla Guardia di Finanza che dall'Agenzia delle Entrate.

INVESTIMENTI IN BRASILE - Nel corso delle attività sono stati individuati numerosi prelevamenti dai conti correnti bancari intestati alla società fallita, per un importo pari a 3 milioni di euro. Successivamente, parte del denaro distratto, è stato trasferito in Brasile nella disponibilità di Angelo Capriotti per acquisti personali avvenuti, però, con le risorse finanziarie della società fallita.

CESSIONE DI UNA IMBARCAZIONE - E' stato scoperto, inoltre, che crediti d'importo rilevante sono stati ceduti al Angelo Capriotti sebbene non fossero stati contabilizzati nel bilancio societario e, infine, tra le condotte distrattive è stata accertata anche la cessione infragruppo di un'imbarcazione, la cui proprietà è stata trasferita da una società all'altra del gruppo societario della famiglia Capriotti, senza il pagamento del prezzo di 450.000 euro e senza valide ragioni economiche, al solo fine, dunque, di distrarre il bene di lusso dalla massa fallimentare e dalle giuste pretese dei creditori della fallita.

TRUFFA AGGRAVATA - Ad uno degli arrestati, ovvero ad Angelo Capriotti, viene contestata anche una truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici per un ammontare di più di 400.000 euro, ottenuti grazie a fatture false, falsi contratti, false dichiarazioni liberatorie e attraverso la predisposizione di una relazione tecnica che attestava falsamente la realizzazione del 50% di un progetto finanziato con denaro pubblico, nonostante lo stesso Capriotti abbia tentato di far ricadere le responsabilità di tali condotte su un proprio dipendente appositamente nominato amministratore della società che aveva ottenuto il finanziamento.

SEQUESTRO IMMOBILE IN BRASILE - Contestualmente all'odierna misura cautelare, è stato disposto il sequestro di un immobile sito in Brasile acquistato proprio con il denaro sottratto ai legittimi creditori, tra cui il fisco, della società fallita.

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