Indagine presunto pacemaker al contrario: Gip affida perizia su morte bimbo di 2 anni al Bambino Gesù

L'attività di perizia, affidata a tre specialisti, inizierà il prossimo 26 ottobre e le conclusioni saranno depositate nel mese di febbraio

Il gip di Roma ha affidato una perizia, nell'ambito di incidente probatorio, per accertare le cause della morte di Giacomo Francesco Saccomanno, un bambino di due anni, morto a gennaio dello scorso anno, al quale sarebbe stato impiantato in modo errato un pacemaker. Per questa vicenda sono finiti sotto indagine otto medici dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù per l'accusa di omicidio colposo. 

L'attività di perizia, affidata a tre specialisti, inizierà il prossimo 26 ottobre e le conclusioni saranno depositate nel mese di febbraio. Il piccolo, nato con una patologia cardiaca, venne sottoposto nel 2016 ad un'operazione in Sicilia presso il centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell'ospedale Bambino Gesù. 

Secondo l'accusa, i tre medici che lo operarono gli impiantarono il pacemaker al contrario, rivolto verso il basso. Un errore che gli provocò un problema all'arteria che, nella crescita, provocò un'insufficienza cardiocircolatoria. 

Nel 2018 il bimbo arrivò a Roma, sempre al Bambino Gesù, ma i cardiologi che lo visitarono, sempre secondo l'accusa, non capirono la gravità della situazione e ritardarono una serie di esami. A settembre di due anni fa il cardiologo riscontrò qualche problema, fissando la tac due mesi dopo. Il 31 dicembre, le condizioni del bambino si aggravarono ulteriormente: sottoposto a intervento chirurgico, a detta dei pm, i medici sbagliarono la procedura e due giorni dopo il bambino morì. 

L'avvocato della famiglia del bambino morto 

"La verità sarà accertata nel corso del procedimento, ma la nostra consulenza tecnica di parte ravvisa queste responsabilità". Le parole all'AdnKronos dell'avvocato Domenico Naccari, che rappresenta la famiglia di Giacomo Francesco Saccomanno, il bimbo calabrese di 2 anni morto all'ospedale Bambin Gesù di Roma per un pacemaker, questa è l'ipotesi accusatoria, impiantato al contrario. 

 "A nostro avviso - spiega il legale all'AdnKronos - le accuse sono fondate, poi ovviamente la nostra perizia sarà oggetto dei periti del tribunale. Riteniamo ci possa essere stata una concatenazione di responsabilità e di eventi, naturalmente nel corso dell'incidente probatorio dovrà essere accertato se effettivamente c'è stata davvero questa catena di responsabilità o se ci sono delle singole responsabilità".

La denuncia alle autorità giudiziarie è stata sporta dal nonno del bambino, l'avvocato Giacomo Francesco Saccomanno. Il bambino, di Rosarno (Reggio Calabria), era nato con un problema al cuore, un "blocco atrioventricolare completo congenito", ragion per cui nel 2016 è stata operato a Taormina nel Centro cardiologico pediatrico Mediterraneo del Bambin Gesù. 

Stando alla perizia di parte, e come si legge nell'ordinanza di ammissione di incidente probatorio del Gip di Roma, i medici che hanno eseguito l'intervento avrebbero impiantano il pacemaker al contrario, in sostanza girato verso il basso.

Sarebbe stato questo errore a provocare quello che viene definito un "cappio con progressivo strangolamento dell'arteria polmonare ed una compressione dell'anello mitralico, così concorrendo a cagionare la morte" del bambino, insieme a una serie di quelle che vengono definite colpe, negligenze, imprudenze e imperizie. Due anni dopo l'intervento, infatti, il bambino è stato ricoverato al Bambin Gesù di Roma, ma i cardiologi, sempre stando alla ricostruzione accusatoria, non si sarebbero resi conto della gravità del caso, circostanza che avrebbe portato a ritardare gli esami da fare. 

Nel mese di settembre del 2018, poi, il cardiologo, nel corso di un controllo, ha riscontrato problemi al cuore, ma la tac sarebbe stata fissata a novembre. Un mese più tardi le condizioni di salute del bambino si erano aggravate, tanto da rendere necessario un nuovo intervento chirurgico che però, stando sempre all'ipotesi accusatoria, avrebbe seguito una proceduta errata, e due giorni dopo il bambino è deceduto.

La replica dell'ospedale Bambino Gesù

La ricostruzione del caso "è lontana dalla realtà, non esiste nessun pacemaker messo al contrario. L'affermazione non ha alcun senso dal punto di vista clinico e non trova riscontro negli accertamenti finora effettuati finanche dai consulenti della famiglia". Lo si legge nella nota dell'ospedale Bambin Gesù di Roma a proposito della morte del bambino calabrese di 2 anni, Giacomo Francesco Saccomanno, morto, questa è l'ipotesi contenuta nella perizia di parte, "per un pacemaker impiantato al contrario". 

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La perizia della parte offesa è stata acquisita dalla procura di Roma, che ha poi avanzato la richiesta di incidente probatorio, ammesso dal Gip di Roma, nei confronti degli 8 medici indagati. "Vi è stata invece - si legge nella replica del Bambin Gesù - una complicanza prevista in letteratura che si registra in pochissimi casi e risolvibile chirurgicamente. L'intervento era stato già programmato. Ma il bambino, purtroppo, in attesa di tornare a ricovero, ha contratto un virus e poi una polmonite che gli è risultata fatale. L'ospedale è vicino alla famiglia e fiducioso del lavoro della magistratura".

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