Cronaca Ponte Mammolo

Carceri, a Rebibbia femminile record di bambini

Sono i figli delle detenute, che dai 0 ai 3 anni, secondo la legge, possono restare in carcere con la madre. Al terzo anno di età, indipendentemente dalla pena della madre, vengono scarcerati

Triste record per l'asilo nido del carcere di Rebibbia femminile: a fronte di una capienza di 14 bambini, lo scorso fine settimana la struttura ne ha accolti 19. Bambini e bambine con le loro mamme detenute.
L'allarme, come accade spesso in questi casi, è lanciato da Angiolo Marroni, il garante dei detenuti del Lazio. Il più piccolo di questi bambini, colpevoli nati, ospitati a Rebibbia ha cinque mesi, il più grande intorno ai 3 anni.

Infatti, quel che molti non sanno è che, in base alla legge, i bambini dai 0 ai 3 anni, possono restare in carcere insieme alle loro mamme detenute. Al compimento dei 3 anni scatta obbligatoriamente la "scarcerazione" dei minori, indipendentemente dalla pena della madre, con l'affidamento del piccolo a parenti o a case famiglia. Proprio di scarcerazione si tratta perché i piccoli, nonostante siano ospiti di un asilo nido e siano assistiti, passano i primi tre anni della loro vita nel carcere.
Sostiene il garante: "Una situazione spesso fonte di gravi traumi alle mamme e ai bambini. Questi bambini stanno perdendo una parte importante della vita per colpe che, evidentemente, non sono le loro - afferma Marroni - Credo sia prioritario prevedere, per le madri detenute l'uso della carcerazione solo per reati gravi e misure alternative alla detenzione, come ad esempio l'Icam (Istituto a Custodia Attenuata), una struttura alternativa al carcere che - conclude il garante - possa accogliere le detenute madri durante il periodo detentivo e far crescere i bambini in un ambiente idoneo allo sviluppo della personalità in una fase cruciale della crescita."

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