Bimba rom ferita rischia la paralisi: si indaga per arrivare alla verità

I Carabinieri proseguono le indagini mentre le comunità rom scrivono a Mattarella

Rischia la paralisi Cirasela, la bambina nomade di un anno ferita alla schiena nel pomeriggio di martedì 17 luglio. La piccola, che vive nella baraccopoli di via di Salone a Roma, è ancora ricoverata in prognosi riservata al Bambino Gesù. Ferita gravemente, non sarebbe in pericolo di vita, ma, come avevamo sottolineato anche in questo articolo, le sue condizioni, stazionarie, sono costantemente monitorate dai medici per evitare complicazioni alla colonna vertebrale per il rischio che rimanga paralizzata.

Fuori dal plesso c'è un continuo via vai di parenti e amici della famiglia della piccola Cirasela. "Mentre camminavamo in via Palmiro Togliatti abbiamo sentito un colpo, un rumore come quello di un petardo. Poi la bambina ha iniziato a piangere. A quel punto ho vinto sangue uscire tra schiena e spalla. C'è rischio che la bambina non possa più camminare", è quando ha raccontato il padre di Cirasela alle telecamere Rai di Agorà

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia Casilina e della stazione Alessandrina. Per il momento sono stati ascoltati alcuni familiari. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un gesto di intolleranza verso i rom, oppure il gesto di un folle passato su via Togliatti, di ragazzini con un gioco finito male o un episodio di violenza tra i nomadi.

Di certo c'è che adesso anche la Procura di Roma vuole vederci chiaro. Il pm Roberta Capponi ha avviato un fascicolo di indagine al momento contro ignoti. Si ipotizza il reato di lesioni gravissime. 

La comunità rom e sinta chiede giustizia, ha mandato una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella perché "con le sue parole rischiari la coscienza collettiva restituendole quel senso di umanità che sembra smarrito. Sappiamo che dieci anni di campagne di discriminazione e odio contro chi non ha altra colpa che essere diverso hanno coltivato rancore e rabbia in chi ha bisogno di trovare un colpevole al proprio disagio". 

A firmarla le associazioni Alleanza Romanì, Accademia d'arte romanì, Associazine nazionale Them Romano onlus, FederArteRom, Associazione Upre Roma, Associazione Amici di Zefferino, Associazione Romani Kriss, Associazione Sinti italiani di Prato, Associazione Nevo Drom, Associazione rom in Progress, Associzione New Romalen, Associazione Futurom, Associazione Romni onlus, Associazione Rowni, Associazione rom e Romnia Europa, Associazione Sucar Drom e Associazione cittadinanza e minoranze.

Nel frattempo oggi è andato in scena un presidio simbolico "per fermare la deriva razzista e populista" che sta investendo la società. Lo ha indetto la Cgil Roma e Lazio. Presenti una trentina di persone in via Armando Luciani, a pochi passi dall'accampamento dove vive la famiglia di Cirasela. 

 

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Commenti (2)

  • quante belle associazioni

  • povera creatura. speriamo che non resti invalida. speriamo che trovino chi è stato e gli diamo quello che si merita

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