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Badante stordisce anziana con i tranquillanti e la manda in coma

Le indagini sono durate mesi, scattate dopo la denuncia della figlia dell'anziana donna

Lo scriviamo subito: l'anziana, vittima della sua badante, è fuori pericolo di vita. Dopo essere stata ricoverata d'urgenza al policlinico Gemelli di Roma a giugno dello scorso anno, in concreto pericolo di vita e finita in coma, la donna ha risposto alle cure, da guerriera. Ciò che le è successo, però, è stato costruito da una indagine minuziosa dei carabinieri di Casalotti che hanno raccontato una storia di abusi, durata mesi, consumati dalla badante 60enne della anziana. 

La donna, romana, ha approfittato del suo ruolo di badante per somministrare, "in modo del tutto arbitrario, senza alcuna indicazione medica e all'oscuro dei familiari della vittima", spiegano gli inquirenti, dei massicci dosaggi di tranquillanti all'anziana di 89 anni, che avrebbe dovuto accudire, provocandole un grave stato comatoso con insufficienza respiratoria e il conseguente ricovero urgente in ospedale.

L'indagine è partita dopo la denuncia della figlia della vittima, sporta ai militari a fine giugno durante la degenza della madre poiché insospettita dai risultati delle analisi cui l'anziana era stata sottoposta. Le condotte della badante sono così emerse durante le attività investigative dei carabinieri - durate diversi mesi - coordinate dal Tribunale di Roma, con la Procura della Repubblica che ha emesso un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della badante 60enne.

Nel corso delle indagini i militari hanno accertato che la vittima, affetta da demenza senile e non autosufficiente, "veniva sistematicamente stordita con massicci dosaggi di medicinali a base di Benzodianzepine", spiegano. Il tutto "senza alcuna prescrizione terapeutica o autorizzazione dei familiari" L'eccessiva dose di fermaci, quindi, ha portato l'anziana in coma provocandole "lesioni personali gravissime". L'89enne, dopo mesi di cure, sta meglio.

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