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Cronaca

Chi è 'Bachcu', lo storico leader dell'associazione bengalese di Roma arrestato per sequestro di persona

Nure Alam Siddique detto 'Bachcu', da anni è diventato un punto di riferimento della nutrita comunità bengalese di Roma. Ieri è stato arrestato

Nure Alam Siddique detto 'Bachcu', storico leader dell'associazione bengalese Dhuumcatu che nella capitale, sin dagli '90, si occupa di offrire servizi amministrativi per stranieri e organizza eventi interculturali, è stato arrestato. Per gli investigatori dietro il rapimento con sequestro di persona avvenuto nel 2022 ci sarebbe proprio la mano del leader dei Bangla di Roma.

Una notizia, quella del suo arresto, che ha scosso la comunità. Soprattutto a Tor Pignattara, cuore della Banglatown romana, e sede proprio dell'associazione, ma anche del ristorante dove gli scagnozzi di 'Bachcu' misero in atto l'appuntamento trappola, stando a quanto emerso dalle indagini. 

Leader dei Bangladesh a Roma

Ma chi è 'Bachcu'? Seguito da oltre 52mila persone su Facebook, è il megafono della comunità bengalese. L'associazione Dhuumcatu nata nel 1992, conta 8000 iscritti appartenenti a diverse nazionalità, in particolare provenienti dal Bangladesh, India e Pakistan. Offre servizi amministrativi, organizza eventi interculturali ed effettua anche ricerche sul campo in collaborazione con organismi pubblici e privati. Non solo, l'associazione è inoltre impegnata nella campagna per il riconoscimento dei diritti politico-sociali degli immigrati e il dialogo tra residenti autoctoni e stranieri. Nel 2022 Dhuumcatu fu sgomberata dalla sede di via Capua. L'associazione condivideva lo spazio con una moschea che aveva prestato i propri spazi per la cura delle persone senza tetto della zona.

L'industria dei sequestri di persona dei Bangla di Roma

Cosa ha fatto Nure Alam Siddique detto 'Bachcu'

Dopo quello sgombero le attività della Dhuumcatu sono proseguite nella sede dell'associazione Ital-Bangla sempre a Tor Pignattara, che li ha ospitati. "Quando le persone nella comunità hanno un problema spesso chiamano noi prima degli assistenti sociali", ha sempre detto. Insomma, 'Bachcu' è sempre stato visto dalla sua comunità come un benefattore e una stella polare per i connazionali e non solo.

D'altronde, con la Dhuumcatu, ha collaborato direttamente con alcune istituzioni e la Asl per effettuare tamponi durante l'emergenza covid, supportando progetti, scendendo in strada parlando di pace e anche stando vicino ai cittadini bengalesi che hanno subito aggressioni a Roma. Si è sempre mostrato anche in prima linea per questioni legali e di permesso di soggiorno. Il classico punto di riferimento insospettabile. 

Le accuse

Invece, dopo la denuncia di un suo connazionale che si era rivolto a lui proprio per questioni inerenti una serie di documenti e l'indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, un alone nero ha coperto il principale esponente della Banglatown di Roma.

Secondo la vittima che, nel 2022 - lo stesso anno dello sgombero dell'associazione Dhuumcatu da via Capua - ha denunciato quanto subito ai carabinieri di Tor Pignattara, 'Bachcu' sarebbe "a capo di una organizzazione composta da 15-20 uomini che si occupa di traffico di sostanze stupefacenti, raccolte di denaro per terreni da destinare alla sepoltura, opere mai realizzate per altro, e sequestri di persona". Una accusa grave che arriva proprio da un suo connazionale e sulla quale chi indaga lavora per fare luce. Toccherà a 'Bachcu' difendersi.

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