Baby squillo ai Parioli: spaccio di droga e 'colleghe' maggiorenni. Lo scandalo si allarga

Domani il tribunale del riesame deciderà se scarcerare i cinque arrestati. Intanto una delle ragazzine rivela: "Mirko Ieni sapeva che ero minorenne"

Un giro di prostitute, minorenni e maggiorenni, anche al nord e un possibile traffico di droga che correva parallelamente alle prestazioni sessuali. Si allarga l'inchiesta relativa alle baby prostitute che ha portato in carcere sinora cinque persone. In attesa dell'udienza al Tribunale del riesame di martedì prossimo, a Piazzale Clodio spuntano altre possibili ramificazioni della vicenda. Fatti che potrebbero aggravare le posizioni dei tre sfruttatori in carcere insieme con la madre di una delle due ragazzine ed un cliente ricattatore. Tutti hanno sollecitato la revoca delle ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del sostituto Cristiana Macchiusi.

Il tutto mentre una delle due baby squillo rivela che Mirko Ieni sapeva di trovarsi di fronte ad una minorenne.

"SAPEVA CHE ERO MINORENNE" - Di fronte ai pubblici ministeri nei giorni scorsi durante gli interrogatori, una delle due ragazzine ha puntato il dito in particolare contro Mirko Ienni, uno degli arrestati: "Faceva finta di non sapere che fossimo minorenni", ha detto la minorenne. Sentita alla presenza di uno psicologo, la ragazzina ha precisato che Ienni non insistette nel pretendere i loro documenti, "quasi ad intendere che andava bene lo stesso". Nell'interrogatorio di garanzia, Ienni, sottolineò di non essere a conoscenza della loro età e di essere, al contrario, convinto che fossero studentesse universitarie. Nell'audizione davanti agli inquirenti, la minorenne aveva aggiunto che due o tre clienti rifiutarono di avere contatti dopo aver visto che erano piccole, mentre altri, dopo iniziali perplessità, accettarono lo stesso. Per questo motivo i carabinieri del nucleo investigativo proseguono anche nell'attività di identificazione dei clienti delle minorenni.

ESCORT PROFESSIONISTE - L'inchiesta ha portato alla luce la presenza nel giro anche di escort professioniste, adescate nello stesso modo. Almeno due donne ascoltate dagli inquirenti come testimoni hanno confermato che il giro di prostituzione era esteso anche ad adulte. Testimoni che hanno chiamato in causa due dei tre sfruttatori detenuti a Regina Coeli ammettendo che si prostituivano non solo nell'appartamento affittato ai Parioli, ma anche in altri luoghi ed in altre città.

Il sospetto sul quale si sta lavorando è che lo stesso sistema sia stato attuato in città come Milano e Bologna dove una delle squillo maggiorenni che frequentavano l’appartamento ai Parioli (ma non si escludono altre abitazioni usate come alcove) aveva trovato un cliente al quale chiedere mille euro. Così come è accaduto nella Capitale, non si esclude che minorenni già sulla Rete con i loro profili sexy siano state contattate in quelle città con i medesimi risultati.

LA DROGA - I magistrati Monteleone e Macchiusi poi vogliono capire se dietro la cocaina in possesso delle ragazzine si nascondesse in realtà un vero e proprio traffico di droga. Il sospetto è forte e secondo gli investigatori le indagini potrebbero portare a scoprire una rete di trafficanti di droga. Verbali pubblicati nei giorni scorsi fanno spesso riferimento a "cocaina e feste anche fuori Roma". Non è escluso che possano scattare a breve alcuni provvedimenti.

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