Rapine e aggressioni dal benzinaio sulla Pontina: sgominata una baby gang

I tre, due 15enni ed un minore di 13 anni, erano divenuti il terrore degli automobilisti in sosta al distributore di Castel Romano. Le indagini concluse dalla polizia

Rapine, aggressioni, furti e minacce con le armi. A destarle, nonostante la loro giovane età, 13 e 15 anni, una baby gang che era divenuta il terrore degli avventori di un distributore di carburante della via Pontina, zona Castel Romano. Le loro azioni criminali andavano avanti dallo scorso mese di luglio, quando sono cominciate ad arrivare le prime denunce negli uffici del Commissariato Spinaceto, diretto da Simone Macrì.

ORARIO CHIUSURA - Secondo quanto riferito dalle vittime i tre, giovanissimi, portavano a termine i loro colpi durante l’orario di chiusura della stazione di rifornimento, in alcuni casi fingendo di voler aiutare gli automobilisti per poi strappare dalle loro mani il denaro oppure, con un collaudato gioco di squadra, distraendo le loro vittime per rubavano il veicolo, fuggendo subito dopo verso il vicino campo nomadi, dove riuscivano a far perdere le loro tracce. Non solo, il branco non esitava a compiere rapine con la minaccia di armi, coltelli o con vere e proprie aggressioni fisiche.

AIUTI NELLA BARACCOPOLI - L’attività investigativa degli agenti della Polizia di Stato è apparsa subito difficile, sia per la estrema difficoltà di effettuare appostamenti in un luogo “aperto”, lontano da abitazioni, nelle vicinanze di una via ad elevato scorrimento, sia perché le azioni dei tre minori erano rapidissime, e si concludevano con la fuga verso la baraccopoli istituzionale di Castel Romano dove trovavano complicità.

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CAPO DELLA GANG - Alla fine, però, l’attività dei poliziotti  ha dato i suoi frutti ed i tre sono stati identificati. L’Autorità Giudiziaria, poi, concordando con le risultanze investigative acquisite, ha emesso nei confronti dei tre, due 15enni ed un 13enne, le misure cautelari, grazie alle quali è stato tratto in arresto quello che può considerarsi il “capo” della baby gang, il quindicenne descritto come colui che dirigeva ed effettuava in prima persone dei veri e propri raid.

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