"Scontri Roma-Cska prevedibili? Non serviva l'intelligence, tutti sapevano"

L'avvocato Lorenzo Contucci risponde alle domande di RomaToday sul nuovo pacchetto sicurezza messo in atto per debellare le violenze allo stadio: "Altro che modello inglese, il vero problema è la decretazione d'urgenza"

Scontri nel settore dei tifosi del Cska Mosca

Stadi blindati ed un sistema con nuove telecamere ai tornelli e all'interno dell'Olimpico in grado di registrare l'entrata dei tifosi schedando ogni singola persona. Obiettivo? Debellare la violenza nel mondo del calcio. Queste le misure urgenti annunciate all'opinione pubblica sull'onda emotiva dei tragici fatti della finale di Coppa Italia che si conclusero con la morte di Ciro Esposito. Una stretta che avrebbe dovuto trasformare lo stadio della Capitale in una fortezza ma che, alla prima prova del fuoco ha fatto acqua da tutte le parti.

SCONTRI IN CHAMPIONS - La prova del nove era infatti attesa per la prima sfida europea della squadra di Rudi Garcia, giocata lo scorso 17 settembre allo stadio Olimpico tra i giallorossi ed il Cska Mosca. Una squadra, quella moscovita, seguita da molti tifosi, molti dei quali noti per le loro intemperanze. Nonostante ciò, quello che si è visto fuori e dentro l'impianto del Foro Italico ha riproposto le stesse identiche difficoltà, trasformando una partita di calcio in una serata di guerriglia prima davanti la zona dell'Obelisco e poi nel settore ospiti riservato ai supporters russi.

FILM GIA' VISTO - Una storia vista e rivista, che, nonostante l'annuncio delle nuove misure sicurezza alla fine ha fatto registrare il solito 'bollettino di guerra' con diciannove feriti, otto fermi di polizia giudiziaria e la comminazione di otto 'Daspo', con la solita successiva indignazione dell'opinione pubblica a condannare per l'ennesima volta i "tifosi violenti" che "rovinano il calcio"

INTERVISTA ALL'AVVOCATO CONTUCCI - Una situazione che conosce molto bene l'avvocato Lorenzo Contucci, legale penalista del Foro Romano e difensore del tifoso romanista fermato all'uscita della partita perchè ritenuto tra i partecipanti agli scontri avvenuti sul lungotevere Maresciallo Diaz. Questa l'intervista rilasciata a RomaToday:

"Avvocato Contucci, dopo i fatti della finale di Coppa Italia sono state preannunciate nuove misure di sicurezza con l'installazione di nuove telecamere allo stadio ed ai tornelli. Alla luce di quanto accaduto al suo assistito dopo gli scontri della partita tra Roma e Cska Mosca, quanto questa 'stretta sulla sicurezza' si rivela efficace?

Mah, lo Stadio Olimpico è già interamente coperto, anche all’esterno, da ottime telecamere. Non vedo cosa c’entri un fatto avvenuto a chilometri di distanza con nuove telecamere in punti ove già ci sono. Le telecamere possono essere utili per individuare i responsabili di episodi di violenza, non certo per prevenirli, se non per “intimorire” i più agitati. Non credo che ai 60 del CSKA comparsi magicamente nella zona frequentata dai romanisti importi più di tanto delle telecamere.

Le tensioni fuori e dentro allo stadio si consumano tra migliaia di spettatori, è possibile che con questa sistema di videocamere possa essere individuato un 'tifoso innocente' che magari allontana un fumogeno con un calcio, con conseguente incriminazione ingiusta?

Sì, mi è capitato spesso. A volte si individua correttamente, a volte meno. Dipende da molte circostanze. L’errore è comunque sempre dietro l’angolo: ricorderò sempre un ombrello scambiato per una bottiglia molotov, per fortuna portai l’ombrello-molotov al giudice perché il ragazzo ancora lo aveva.

Tessera del tifoso, dai dati emerge un fallimento su tutta la linea, quanto le nuove misure presentate in previsione di questo campionato sono una sorta di 'compensanzione' a questo esperimento sicurezza che non ha dato i frutti auspicati e che venne presentato, tra l'altro, come la soluzione definitiva dei 'mali del calcio'?

Il vero problema – che peraltro non riguarda solo il calcio – è la decretazione d’urgenza. Il sistema è semplice: accade un fatto grave, l’opinione pubblica chiede risposte immediate e il Governo – che si regge sul consenso popolare – invece di fare una legge ponderata fa un decreto legge, spesso con veri e propri obbrobri giuridici. Anche l’ultimo non sfugge a tale classificazione. Si deve fare qualcosa, non importa come. La tessera del tifoso ha creato solo danni e tutti, per fortuna, se ne sono ora resi conto. Soltanto che non sanno più che fare: le pene previste per reati da stadio sono già superiori a quelle per reati “comuni”.

Gli scontri della serata di Champions erano in qualche modo preannunciati, cosa è stato sbagliato nelle misure di sicurezza? Come si è potuto permettere che dei facinorosi arrivassero a poca distanza dall'ingresso dei settori riservati ai sostenitori della Roma?

C’è veramente da chiederselo. Tutti sapevano, lì fuori lo stadio, che un manipolo di russi tutt’altro che teneri stavano arrivando a piedi. Beh, quasi tutti. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il mondo delle tifoserie sa bene di cosa sto parlando: basta farsi un giretto su Youtube e digitare CSKA hooligans. Non servono servizi di intelligence.

Modello inglese, calcio business, repressione, Daspo, tifosi visto come 'macchine da soldi': quale la soluzione per dare una nuova linea al calcio e alle violenze da stadio?

Ad Empoli molti tifosi della Roma residenti in Toscana, dotati di tessera del tifoso, non sono riusciti a fare il biglietto per il settore ospiti e lo hanno dovuto fare per quello di casa, salvo poi essere spostati – con buona pace di tessere del tifoso e numerazione dei biglietti, nel settore ospiti. La risposta è quindi semplice:

Eliminare completamente la tessera del tifoso, visto che danneggia più i tifosi occasionali e meno informati che quelli ormai già “fidelizzati”

Incentivare nuovamente gli strumenti di tifo, che per il sottoscritto sono un antidoto alla violenza;

Seguendo il 'modello inglese', far sì che il Daspo sia emesso da un Giudice, e non dal Questore;

Creare nuovi stadi ove venga preservata l’identità di “tifoso” prima che di consumatore, creando un settore – quello più caldo – ove i tifosi possano liberamente stare in piedi e fare il tifo. A loro le poltroncine in pelle umana non interessano. In Germania l’hanno capito, altro che modello inglese".

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