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"Il nostro autosalone confiscato per sbaglio, vittime di scambio di indirizzi. Estranei al clan Spada"

La vicenda la raccontano i titolari di Gamma Auto a RomaToday. L'avvocato: "L'informativa della Squadra Mobile è chiara, quella in mano al Gico è un riassunto dove la concessionaria degli Spada è diventata quella dei miei assistiti"

"Non ho mai assistito ad una ingiustizia così in tutta la mia carriera". Sono le parole dell'avvocato Andrea Rossi che difende Piergiorgio Capra e Giovanni Deturres titolari di Gamma Auto, un autosalone di Ostia, confiscato "per errore" lo scorso 22 aprile.

Secondo i magistrati e gli investigatori del Gico della Guardia di Finanza, infatti, quei locali sarebbero appartenuti indirettamente al clan Spada, per i proprietari però ci sarebbe un errore sostanziale nella valutazione delle dichiarazioni di un pentito di quel gruppo criminale, come ha riportato anche la Squadra Mobile nell'informativa del 2017.

"Noi in un incubo da un anno e mezzo"

"Da un anno e mezzo siamo in un tunnel. Un incubo - racconta Piergiorgio Capra a RomaToday - Siamo vittime di un clamoroso abbaglio da parte degli inquirenti. Siamo vittime, soprattutto, del pregiudizio che tutto ciò che ruoti ad Ostia sia malaffare. In 25 anni di storia la nostra azienda non ha mai avuto a che fare con nessuno dei personaggi coinvolti nell'inchiesta a nessun livello. Noi siamo estranei al clan Spada".

Parole che Capra, insieme al suo socio Giovanni Deturres, hanno anche scritto e inviato in una lettera al senatore del Pd Stefano Esposito chiedendo giustizia.

I due autosaloni di Ostia

La Gamma Auto sarebbe finita in un abbaglio "senza precedenti", come raccontano i titolari e il loro avvocato: prima è stata posta sotto sequestro a settembre 2018 e poi sotto confisca preventiva nei giorni scorsi. 

La società, attiva dal 1996 in via dei Romagnoli 25/43, è all'angolo prima rispetto alla concessionaria in odore del clan Spada riportata in diverse informative e ordinanza ossia la Rosa car ora chiusa e dove, in quelle mura, ora c'è un negozio di parrucchiere (estraneo ai fatti).

Insomma, secondo gli imprenditori sarebbe stata "confusa". Tutto nasce dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Paul Dociu, che sentito dalla Squadra Mobile indica l'autosalone degli Spada "in viale dei Romagnoli 147-151", si legge nell'informativa del 20 marzo 2017 alle pagine 168-170, ovvero "prima del cavalcavia e dopo un albergo" (l'Airport Palace hotel ora chiuso).

In un successivo interrogatorio, Dociu ribadiva che "il nuovo autosalone sta partendo da Ostia Antica, verso Ostia centro, sulla via del Mare, prima di arrivare al Piazzale della Posta, si ritrova un cavalcavia pedonale, fermandosi proprio prima del cavalcavia pedonale sulla destra ci si trova un albergo con affianco questo autosalone, dentro il parcheggio dell'albergo, affianco ci sta il concessionario".

Dalle carte redatte dalla Mobile, che RomaToday ha potuto visionare, sia il civico che la descrizione racconterebbero un autosalone diverso da Gamma Auto. C'è di più, perché la Squadra Mobile indica l'autosalone in "Rosa Car di via dei Romagnoli 147/151" in quanto ritenuta "attività commerciale di fatto di proprietà di Carmine Spada e Carlo Franzese".

Il concessionario Rosa Car, durante le indagini, però chiude con tanto di messa in liquidazione il 19 novembre 2012. Secondo la difesa di Capra e Deturres, quando Dociu dice "nuovo autosalone" non si può riferire alla Gamma Auto, "perché la nostra società è operante dal 1996".

"C'è stata un'errata trascrizione degli atti"

Il problema, però, secondo quanto sottolinea l'avvocato Andrea Rossi a RomaToday sta "nella trascrizione degli atti nel passaggio dall'informativa della Squadra Mobile al Gico, il gruppo d'intervento contro la criminalità organizzata della Guardia di Finanza. Sono state prese in considerazione solo le trascrizioni e non le intere dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Il Gico quando è andato ad Ostia nel 2018 ha visto che al civico 147 (dove c'era prima Rosa Car ndr) non c'era più un autosalone e così ha dato per buono che Gamma Auto (a 300 metri di distanza circa) fosse quello citato nelle carte".

Dopo il sequestro del 2018, Capra e Deturres fanno ricorso ma la Procura della Repubblica lo respinge. Si arriva così alla confisca e quindi alla nuova mossa di Gamma Auto.

"Abbiamo presentato Appello (depositato oggi ndr). La verità sta nelle carte. L'informativa della Squadra Mobile è chiara, quella in mano al Gico è un riassunto dove la concessionaria degli Spada è diventata quella dei miei assistiti. E' una ingiustizia grave, di quelle che purtroppo può capitare a chiunque. Confidiamo nella giustizia".

I titolari di Gamma Auto: "Siamo disperati"

Nel frattempo, la Gamma Auto resterà aperta in amministrazione giudiziaria. "La nostra colpa è quella di essere ancora in attività e trovarci nello stesso quadrante, a poche centinaia di metri dall'ex Rosa car. - racconta Capra al nostro quotidiano - Per un anno e mezzo siamo stati sotto inchiesta, i nostri affari precipitati, gli sforzi di una vita vanificati. Sottostare a tutte le lungaggini dell'amministrazione giudiziaria portano inevitabilmente, finite le scorte accumulate in 25 anni, al fallimento della nostra società".

"Abbiamo ricostruito e smontato pezzo per pezzo le accuse allegando documenti oramai quasi impossibili da ritrovare in quanto risalenti alla seconda metà degli anni novanta. Siamo disperati". 

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