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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca Bufalotta / Via Wanda Osiris

Auto distrutte a Parco delle Sabine: dietro il raid un avvertimento per marcare il territorio

Indizi sulla banda potrebbero arrivare dalle immagini di videosorveglianza della zona

Un avvertimento per marcare il territorio, con minacce ad un residente che potrebbe aver loro pestato i piedi. O ancora un atto intimidatorio. Resta ancora un giallo quanto accaduto all'alba di lunedì 5 luglio a Porta di Roma, dove un gruppo di giovani ha distrutto 26 auto che si trovavano in sosta in via Wanda Osiris al grido di "Qui comandiamo noi". Un episodio inquietante, sul quale la polizia mantiene il massimo riserbo, con gli investigatori che non escludono nessuna ipotesi mentre proseguono in maniera serrata gli accertamenti e le indagini. Unica certezza al momento: non si è trattato di un semplice atto vandalico. 

Ad indicare la strada della possibile rivendicazione le testimonianze di alcuni residenti. In particolare di un uomo che una volta uditi i rumori di vetri infranti e di colpi sulle carrozzerie delle vetture che si trovavano parcheggiate nella strada che collega il Centro Commerciale Porta di Roma con la zona del Parco delle Sabine si è precipitato in via Osiris convinto di riuscire a mettere in fuga la banda. Sceso dalla sua abitazione ha però trovato un gruppo di cinque uomini che, senza timore non solo non sono scappati ma senza colpo ferire gli hanno gridato contro: "Qui comandiamo noi". Poi hanno aggiunto: "Ditegli che questa è zona nostra", indicando una delle vetture prese di mira. "Questo è il primo avvertimento. Torneremo". Episodio confermato a microfoni spenti al nostro giornale anche da un altro residente. 

VIDEO | "Qui comandiamo noi": la testimonianza di un residente 

Parole inquietanti, confermate anche da un altro abitante del quartiere residenziale del III Municipio Montesacro che si è visto distruggere il finestrino ed i lunotti posteriore ed anteriore della sua auto in sosta in via Osiris. "Gridavano qui comandiamo noi", le parole dell'uomo a RomaToday. "Erano in cinque, tre in auto e due in strada. Un ragazzo si è affacciato e gli ha urlato provando a farli scappare, ma sono stati anche abbastanza sbruffoni dicendo "qua comandiamo noi". "Un vero e proprio atto intimidatorio - ha aggiunto il testimone -. Erano giovani, con un accento strano, può essere anche un dialetto italiano, o magari erano stranieri che parlavano un po' male in italiano. E' la prima volta che fanno un atto vandalico così grande. Questa zona è molto presa di mira, soprattutto per i furti, rubano cerchioni e gomme una notte sì ed una no. In questo caso sembra non abbiano rubato nulla, ma sembra si sia trattato di un atto di rivendicazione del territorio".  

Le auto danneggiate a parco delle Sabine

Ventisei in totale le macchine danneggiate con un Bullock poi lasciato sul posto con la sua custodia e sequestrato dalle forze dell'ordine. Una possibile rivendicazione del territorio sul quale gli investigatori del Commissariato Fidene Serpentara di polizia, che indagano sull'accaduto, mantengono il massimo riserbo.

Entrando nel campo delle ipotesi sono diverse le piste al vaglio: dalla rivendicazione del territorio, alle minacce ad un residente, magari colpevole di aver denunciato le scorribande criminali a cui la zona è soggetta, ovvero furti nelle auto, negli appartamenti e cannibalizzazione delle vetture a caccia di pezzi da rivendere sul mercato nero. 

Fatta richiesta di acquisizione delle immagini di videosorveglianza della zona, a caccia di frame che potrebbero aver ripreso la "station wagon" con a bordo la banda in fuga, sono inoltre stati ascoltati testimoni, vittime e residenti. Indagini a 360 gradi che proseguono a ritmo serrato. "Speriamo li prendano perché ora noi nel quartiere non siamo neanche troppo tranquilli", la denuncia dei residenti che dopo l'alba di danni sperano di non dover rivivere un amaro buongiorno come quello di lunedì 5 luglio. 

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